DI LUCA BAGATIN
“The House of the Dead: Remake”, è un adrenalinico videogame arcade sparatutto in prima persona – su rotaia – sviluppato da MegaPixel Studio S.A. (https://megapixel-studio.com) e edito da Forever Entertainment S.A. (https://forever-entertainment.com), che ci riporterà alla metà degli Anni ’90, periodo nel quale uscì – per la prima volta – nelle sale giochi e che divertì, all’epoca, milioni di adolescenti fra i quali chi vi scrive.
Questo ottimo remake è un perfetto rifacimento del videogame dell’epoca, pubblicato allora da SEGA. Un vero must delle sale giochi Anni ’90!
Nel gioco impersonerete l’agente dell’AMS Thomas Rogan, il quale si trova, per conto del governo, a investigare relativamente alla produzione di creature zombie, sviluppate dallo scienziato pazzo Roy Curien.
E’ il dicembre 1998 e Thomas Rogan ha ricevuto una telefonata d’emergenza da parte della sua fidanzata, Sophie Richards. Lei è membro dell’équipe di Curien, il quale opera all’interno di un laboratorio sito all’interno di un’enorme e sinistra villa.
Sophie ha scoperto che Curien sta creando orde di zombie, allo scopo di conquistare l’intero pianeta e gli stessi scienziati che stanno lavorando al progetto stanno per essere decimati dall’orda infernale.
Il giocatore, nei panni di Rogan, si recherà presso la villa e si farà strada fra le migliaia di zombie, oltre che di blatte, ragni, rane, uomini lupo e ogni sorta di aberrazione demoniaca, per salvare gli scienziati superstiti e Sophie.
Nei panni di Rogan (e del suo collega, nel caso in cui decideste di giocare in coppia), disporrete di una pistola, che dovrete continuamente ricordarvi di ricaricare (se giocherete in modalità ricarica manuale), altrimenti rischierete di soccombere all’orda demoniaca, spesso dotata di armi di ogni genere, fra cui asce e seghe elettriche.
Il modo migliore per combattere gli zombie e gli altri essere è quello classico: un bel colpo in testa. Ad ogni modo, dovrete prima prendere dimestichezza con il mirino della pistola e con il sistema di caricamento. Altre armi saranno sbloccabili nel corso del gioco.
Le vite che avrete a disposizione – rappresentate da delle lampade a olio poste in basso, sullo schermo – sono limitate, ma vi saranno date nuove vite – sottoforma di kit medico – ogniqualvolta riuscirete a salvare degli scienziati. Ma, attenzione…potreste rischiare di uccidere gli scienziati, scambiandoli per zombie!
Accumulerete punteggi, che vi potranno essere utili per acquistare nuovi gettoni di gioco (come ai bei tempi delle sale giochi Anni ’90). Ma, una volta finite le vite e i gettoni…GAME OVER. Dovrete ricominciare il gioco da capo, ripartendo da zero.
“The House of the Dead: Remake” è diviso in capitoli o, se volete, in livelli, ciascuno dei quali si concluderà con un boss da battere, di volta in volta sempre più potente.
Come nel gioco originale, i boss sono ispirati agli Arcani Maggiori dei Tarocchi: Chariot, il Carro, un enorme zombie in armatura, la cui parte debole si trova nella parte destra del torace; Hangedman, l’Appeso, ovvero un demone volante dalle ali di pipistrello; Harmit, l’Eremita, ovvero un ragno gigante; Magician, il Mago, una sorta di diavolo che lancia sfere infuocate.
Chariot e Hangedman, andranno, ad ogni modo, affrontati per ben due volte a metà del quarto capitolo.
Il giocatore, a parte la possibilità di sparare, in prima persona, non ha il controllo diretto del personaggio. Avanzeremo, infatti, come se ci trovassimo nel tunnel dell’orrore di un luna park. Non sappiamo, dunque, quel che potremo trovarci davanti e spesso i mostri sbucheranno letteralmente da ogni parte e a pochi centimetri dal nostro naso!
Questo è decisamente uno degli aspetti più adrenalinici e inquietanti del gioco, assieme alla colonna originale tipica dei migliori horror splatter.
Il sangue, infatti, non mancherà, così come una grafica originale che, pur riproponendo un gioco di quasi trent’anni fa, risulta molto realistica ancora oggi.
Un videogame, “The House of the Dead: Remake”, che non ha nulla da invidiare ai migliori horror di George A. Romero e Lucio Fulci e che a quel genere cinematografico si ispirano.
Tradotto in italiano, “The House of the Dead: Remake” presenta, oltre ai diversi livelli di difficoltà, anche due modalità differenti: Originale e Orda. Nel primo caso il gioco sarà fedele all’originale, mentre nel secondo…i demoni saranno moooolti, moooolti di più da affrontare, di volta in volta.
Vi sono, inoltre, due sistemi di punteggio differenti, la possibilità di cambiare il colore del sangue e la sezione delle statistiche di gioco, da consultare per scoprire quanto siamo progrediti ad ogni partita, quanti nemici abbiamo ucciso, quanti scienziati abbiamo salvato e così via.
“The House of the Dead: Remake” è un’avventura non troppo lunga, che si presta facilmente alla rigiocabilità (vista la presenza di finali multipli), dalla grafica rinnovata e all’avanguardia e dalle musiche tipicamente horror, che sarà apprezzata al 100% da chi ci giocò nelle sale giochi degli Anni ’90. Le nuove generazioni sapranno certamente apprezzarlo, per quanto scopriranno uno stile di gioco radicalmente diverso rispetto agli sparatutto in prima persona degli ultimi vent’anni.
Uno stile che, secondo me, è decisamente meno libero nei movimenti, ma allo stesso tempo più adrenalinico.
Il gioco è disponibile sia per console (Xbox One e Playstation 4) che per pc (su Steam al seguente link: https://store.steampowered.com/app/1694600/THE_HOUSE_OF_THE_DEAD_Remake/ e su GOG al seguente link: https://www.gog.com/en/game/the_house_of_the_dead_remake).
I requisiti per poter essere giocato su pc sono i seguenti: sistema operativo da Windows 10 in su con minimo 8 GB di RAM; una scheda video di fascia medio-alta e 7 GB di spazio libero su disco fisso.
Luca Bagatin