VIDEOGAME. “PHARAOH: A NEW ERA”, L’ICONICO GESTIONALE DELL’ANTICO EGITTO

DI LUCA BAGATIN

Quella Egizia – sviluppatasi a partire dal 3500 a.C. – fu una delle più antiche, nobili e longeve civiltà apparse sul pianeta terra.

Il mondo dei videogiochi ha tentato più volte di rappresentare quella civiltà, ma, forse, il videogioco in assoluto più iconico relativo a quel periodo fu certamente “Pharaoh” o “Faraon”, uscito nel 1999, sviluppato da Impressions Games e pubblicato da Sierra Entertainment.

Un gioco nel quale ci si trovava ad impersonare, inizialmente, un semplice funzionario incaricato di costruire la città e, man mano che si procedeva nel gioco, si poteva persino divenire Faraone.

Un gioco che molti di noi, che hanno superato i quarant’anni, ricordano sin troppo bene, perché fu – assieme alla serie dedicata all’Antica Roma, “Caesar”, uno dei primi simulatori di costruzione e gestione di città e di civiltà storiche.

Grazie all’editore Dotemu (https://www.dotemu.com) e agli sviluppatori di Triskell Interactive (https://triskell-interactive.com), potremo nuovamente immergerci in quell’atmosfera magica, grazie a “Pharaoh: A New Era”, una rimasterizzazione profondamente aggiornata del mitico gioco del 1999.

Anche le nuove generazioni di videogiocatori, dunque, potranno saggiare cosa significava costruire e gestire città storiche di antiche civiltà nei mitici Anni ’90, per quanto con dinamiche più moderne.

Grazie a una grafica rinnovata, ma a un ottimo audio originale – completamente e ottimamente recitato anche in italiano – “Pharaoh: A New Era” è un rifacimento non solamente di “Pharaoh”, ma anche della sua espansione “Cleopatra: Queen of the Nile”.

Il gioco, ci permetterà, dunque, di rivivere ben 4000 anni di Storia dell’Antico Egitto, attraverso una Campagna, che fungerà anche da tutorial e che ci spiegherà – di missione in missione – ciò che dobbiamo sapere per costruire e gestire la nostra città – e una modalità Missioni che comprende ben 50 missioni uniche.

Partendo dal periodo Predinastico, ovvero dal 3500 a.C., guideremo una tribù nomade e fonderemo, sulle rive del Sacro Nilo, la città di Nubit. Avendo a disposizione 5.000 deben, per poter iniziare a costruire le prime abitazioni.

Vedremo pian piano affluire i primi coloni che vorranno stabilirsi, con le loro famiglie, nella nostra cittadina. Sarà nostro compito, oltre che trovare loro un alloggio, impiegarli come manodopera, al fine di poter procacciare risorse a tutta la popolazione.

Costruiremo, dunque, un casotto di caccia, un granaio nel quale riporre la selvaggina e un bazar nel quale poterla vendere e, dunque, distribuire ai cittadini il cibo.

Il rischio di malattie è comunque tutt’altro che raro, per cui sarà opportuno costruire un serbatoio dell’acqua e dei pozzi attraverso quali, la popolazione, potrà lavarsi e abbeverarsi.

Ma non sarà sufficiente. Sarà opportuno, man mano che la popolazione aumenterà, costruire un edificio del medico (ovvero dello speziale) e una farmacia. Ma non solo. Servirà anche un architetto, addetto al controllo degli edifici (affinché siano sempre in ottime condizioni e non crollino) e una stazione dei vigili addetti allo spegnimento di eventuali incendi.

Di missione in missione, ovvero di gestione di città in città, nel corso della Campagna, si sbloccheranno nuovi edifici e impareremo a conoscere le nuove necessità del nostro popolo.

Scopriremo che, per poter pagare i salari dei nostri lavoratori, sarà necessario estrarre dell’oro (per produrre deben, ovvero la valuta locale). Impiegheremo, dunque, manodopera nelle miniere e potremo accumulare il tesoro pubblico nel palazzo governativo, che sarà costantemente sorvegliato dalle nostre guardie.

Diverrà, dunque, necessario assoldare anche delle guardie addette all’ordine pubblico e, dunque, costruiremo le prime stazioni di polizia, in modo da prevenire furti e disordini fra la popolazione.

Anche onorare gli Dei diverrà, ben presto, una nostra priorità.

Onorare Bastet, Osiride, Iside e altri Dei sarà necessario al fine che costoro benedicano la nostra città e ci garantiscano piene del Nilo abbondanti, alti raccolti agricoli e prosperità.

Per fare ciò, dovremo innalzare templi e santuari, dedicati agli Dei. E, per onorarli e per rallegrare la popolazione, potremo indire festività speciali nella piazza della città, invitando giocolieri e artisti.

L’agricoltura sarà un altro aspetto importante da gestire, arando i campi e addestrando la manodopera necessaria.

Facciamo, inoltre, sempre attenzione alla disoccupazione e a fare in modo che tutti (o quasi) i cittadini adulti siano sempre impiegati in qualche lavoro. Altrimenti potrebbero decidere di andarsene, cambiare città e…addio prosperità ed entrate fiscali!

Anche l’aspetto finanziario e fiscale, infatti, va tenuto conto. E’ grazie all’esattoria e agli introiti fiscali, infatti, che potremo sostenere la città. Starà a noi stabilire l’aliquota fiscale corretta ma… se sarà troppo alta, questo, potrebbe portare malcontento e i cittadini potrebbero voler andarsene altrove.

Ricordiamo che, quando le casse del tesoro saranno troppo vuote…game over! Il gioco finirà.

Potremo – comunque – tenere sempre sotto controllo l’andamento di ogni aspetto della nostra città, attraverso il menu degli Schemi e quello dei Supervisori, addetti ad ogni settore (agricolo, finanziario, sanitario e così via).

Potremo, dunque, capire così se il popolo ci ama o meno, se c’è o meno disoccupazione, se c’è o meno abbondanza di cibo, se la popolazione è il salute e così via.

Gestire una città dell’Antico Egitto è tutt’altro che semplice e, man mano che procederemo nel gioco, le difficoltà saranno crescenti.

Ci sarà, inoltre, la necessità – oltre che di gestire l’istruzione della popolazione – anche la possibilità di organizzare un esercito, in modo da saccheggiare i nemici, oppure per difendere la città dai nemici stessi!

“Pharaoh: A New Era”, mantiene tutto il fascino del gioco originale del 1999, con la sua grafica isometrica in 2D e i disegni fatti a mano, ma decisamente resa più moderna e in Ultra HD.

Ogni cittadino, inoltre, come nel gioco originale, è clikkabile e può parlare (in italiano, come dicevamo), esprimendo ciò che pensa in quel preciso momento e ciò, ricorda, per molti versi, la serie di gestionali “Tropico”.

Le città che andremo a costruire potranno davvero espandersi e, da piccolissimi villaggi nel deserto, potranno diventare delle vere e proprie metropoli antiche, con tanto di Piramidi e monumenti storici originali e iconici.

Ogni missione, peraltro, una volta vinta, dispone sempre di una modalità sandbox, che ci permetterà di gestire e costruire la città dei nostri sogni, esattamente come vorremmo che fosse.

Anche la colonna sonora è stata completamente riorchestrata e ci fa immergere totalmente nell’atmosfera mistica e mitica dell’Antico Egitto.

Per poter essere giocato su pc è necessario un sistema operativo Windows 10 o 11, con minimo 8 GB di RAM; una scheda video di fascia media e 8 GB di spazio libero su disco fisso.

E’ acquistabile su Steam (https://store.steampowered.com/app/1351080/Pharaoh_A_New_Era/) e su GOG (https://www.gog.com/game/pharaoh_a_new_era).

Luca Bagatin