DI GIANCARLO SELMI
Una coppia con due figli. Uno con gravi problemi nel linguaggio, che hanno reso necessario il ricorso ad un trattamento intensivo di logopedia, entrambi in età scolare. A causa del mancato aiuto nel trasporto, da parte del Comune di Lecce (nel quale, nonostante la giunta sia a guida PD ed il Sindaco appartenga a quel partito, il welfare è, in pratica, inesistente), la donna è costretta a fare decine di chilometri su un trasporto pubblico di qualità non proprio eccelsa.
“La nostra famiglia” istituto che si occupa della riabilitazione logopedica del bimbo, è situato fuori dalla città, vicino ad un paese di nome Arnesano e non viene raggiunta da mezzi pubblici, pertanto i due, madre e figlio, sono costretti a percorrere più di un chilometro a piedi, su una strada extraurbana con un forte traffico, per raggiungere l’università, da dove possono salire su di un autobus per rientrare in città. Correndo rischi notevoli durante il percorso.
Una famiglia che si trova in una situazione di povertà estrema. Nonostante lei svolga due, a volte tre, lavori al giorno. Stessa situazione del marito. Due persone che vivono e lavorano “a giornata” e che, nonostante questo, anzi proprio per questo, non riescono a comprare una macchina, non riescono ad avere e ad offrire ai loro bimbi, una vita decente. Condannati dalle leggi sul lavoro di questo, ormai terribile, paese, alla totale assenza di serenità.
Li conosco personalmente. Il bimbo frequenta lo stesso centro di riabilitazione del mio Giulio.
Sono lavoratori poveri, sono “occupabili” occupati nella schiavitù e nell’aritmetica. Occupati a farsi sfruttare per quattro soldi e nel calcolo perenne, a cui sono stati condannati dalla politica di questo paese: arrivare alla fine del mese con qualcosa di commestibile in tavola.
Prima di ricostruire l’Ucraina, qualcuno dovrà occuparsi, prima o poi, e comunque prima che diventi un paese di morti viventi, di ricostruire l’Italia. Devastata dal neoliberismo, da una bulimica razza padrona e dalla peggiore classe politica del pianeta.