DI GIANCARLO SELMI
Il giorno prima delle primarie del PD, era logico pensare che, stando ai proclami della Schlein, distribuiti equamente nella rosa dei venti, nel caso di una sua affermazione, avremmo assistito all’esodo di cacicchi, renziani, praticanti della religione neoliberista, ex democristiani d’assalto, baroni ed annesse baronie, amici degli amici, amministratori di comitati di affari, lobbisti, intrallazzatori, venditori di influenze, destrorsi convertiti ma non troppo, ecc. ecc. Un esodo di massa. Tutti alla ricerca di collocazioni opportune e coerenti con il loro sentire. Le destinazioni erano tante ed i responsabili delle destinazioni avevano le braccia aperte
Li abbiamo immaginati, in fila e con in mano il sacchetto contenente le loro cose, maledicendo la neosegretaria, il nuovo corso, le “sinistre” possibili determinazioni, i “sinistri” programmi.
Invece…
Invece nulla. Sono tutti lì, felici e più comodi di prima.
Il “nuovo corso” e la “svolta a sinistra”, appaiono più una ristrutturazione del corso Vittorio Emanuele di vattelapesca, con l’inversione del senso di marcia.
Insomma l’aria nuova della Schlein ha lo stesso odore della vecchia e le somiglia terribilmente. E l’operazione più che una rivoluzione, pare un sontuoso restyling. O, vedendo la composizione della nuova segreteria dove, fra i “rampolli”, siede la leccese Capone, tutto meno che lontana da Renzi &co., tutto meno che nuova, somiglia moltissimo ad un gattopardismo neppure celato.
Le mediatiche svolte sul salario unico, il cui effetto è assicurato dall’appoggio dei giornalacci fiancheggiatori, sono un amo al quale è difficile abboccare, visto l’entusiasmo dell’ex ministro del lavoro Orlando, fiero protagonista delle barricate contro l’iniziativa che fu originariamente del Movimento 5 Stelle. Visto che non si fece quando furono al governo.
Cambi veri? Beh, qualcuno c’è stato. La Schlein pacifista si è allineata alla linea bellicista dell’apparentemente de cuius (politicamente) Letta. La Schlein anti-renziana, fiera protagonista del movimento “occupy PD”, si astiene sulla proposta di legge la cui approvazione avrebbe impedito al sosia di mr. Bean di ricevere soldi da sauditi, emiri e sceicchi
Nei territori neanche a parlarne, è cambiato nulla. Comitato di affari erano e comitato di affari continuano ad essere. I dirigenti? Sempre gli stessi. Impossibile, allo stato attuale, immaginare alleanze con quella gente, salvo rare e difficilmente individuabili eccezioni.
Chi volesse votare questo partito, o volesse tracciare percorsi di alleanza, sappia che, prima di farlo, dovrà approfondire ed analizzare. Non solo i temi ed i programmi ma, ancora di più, i dirigenti chiamati ad attuarli. Perché, a prescindere dai repentini ed annunciati cambi di opinione, chi nasce tondo non muore quadrato. Perché non bisogna dimenticare che, sul tema dei diritti sociali, il PD ha fatto più danni di quelli che avrebbe prodotto la peggiore delle destre.
Stare attenti, gente. Abbiamo già dato.