UCRAINA: L’IPOCRISIA OCCIDENTALE

DI GIOACCHINO MUSUMECI

Gioacchino Musumeci

 

Ammettiamo per assurdo di spostare in merito alla guerra il nostro baricentro esclusivamente verso Washington, e ritenere che Mosca abbia tutti i torti, Kiev tutte le ragioni.
Non dovremmo anche in questo caso esortare i capi di Stato della comunità internazionale occidentale, a cui apparteniamo di cui esaltiamo gli ideali progressisti, affinché il loro operato confluisca nell’unica direzione vantaggiosa per tutti, cioè la pace?
Esiste un dato certo: la guerra non genera progresso ma gerarchie, non genera cultura ma morte, non rispetta il pianeta, anzi lo distrugge. Elementi sufficienti per bocciare in assoluto qualsiasi posizione belligerante. Questo principio nel mondo popolato da primitivi che necessitano capi ancor più primitivi non può impedire che scoppi una guerra ma dovrebbe impedire almeno la mistificazione della storia. Seppure volessi dar ragione a Washington e torto a Mosca in funzione di accordi obsoleti e cultura drammaticamente imperialista, fossi un premier giudizioso, preparato e autorevole, il mio primo dovere sarebbe rispettare i cittadini che rappresento, non curare interessi extranazionali. Almeno questo si prefiggeva la nostra lucida premier prima di accomodarsi nello scranno dell’ipocrita che ne consuma l’immagine. La Meloni non dovrebbe raccontare ai cittadini la verità piuttosto che tacere miseramente, occultare in parte e mentire sulla restante parte?

Guardate invece cosa facciamo proprio noi in nome della guerra e non della pace tra i popoli: Dopo aver mentito a tutti sull’Afghanistan e abbandonato un popolo nelle mani di macellai, abbiamo rivolto la nostra attenzione dove prospettive di sfruttamento economico sono più vantaggiose al costo di migliaia di morti. Per farlo abbiamo usato i nostri media come cassa di risonanza della propaganda atlantica arrivando perfino a divulgare false immagini di videogiochi per convincere gli spettatori di bombardamenti neanche avvenuti. Abbiamo propagandato la fine della guerra in poche settimane grazie a un sistema sanzionatorio inutile e devastante solo per noi, infatti la guerra non accenna a finire perché la Russia possiede risorse colossali, noi no. Il tutto a vantaggio di mercanti privati da cui acquistiamo gas di pessima qualità a prezzi quadruplicati. Ciò con inflazione a due cifre che l’occidente combatte come fosse inflazione da domanda nel mercato cristallizzato proprio per il crollo della domanda nei singoli paesi Ue. Stesso discorso oltreoceano. Oltre questo inquiniamo più di quanto non facessimo prima della guerra. Il tutto a spese di imprese e cittadini che i governi affermano fallacemente di voler difendere.

Abbiamo sequestrato i depositi russi in dollari, convinti della capitolazione di Mosca, ma abbiamo ottenuto di rafforzare l’asse Russia/ Cina e in particolar modo i BRICS. Il corollario è che oggi il dollaro non è più l’unica valuta di riserva del mercato internazionale e i paesi più forti in oriente snobbano Biden. Perciò sequestrare i capitali di Mosca, idea sbagliata di Draghi, non ha portato la fame in Russia, sempre che sia giusto manipolare un popolo affinché deponga il proprio leader. L’idea di Draghi è stata un fallimento ma i media vassalli del potere contorto e corrotto che scaraventa popoli nella miseria, sostengono il contrario. Le ragioni sono storiche oltre la pretesa occidentale di voler marginalizzare i russi nell’ambito europeo. E’ piuttosto ovvio che il popolo russo difenda il leader che combatte l’imperialismo atlantico; e non importa se Mosca impone una dittatura liberale, i russi preferiscono così da sempre, la caduta del muro di Berlino ha cambiato le dinamiche politiche internazionali non quelle ideologiche dei russi.

Noi invece, gracili invertebrati, abbiamo curvato la Costituzione ai disegni atlantici, sancendo ineludibilmente che la sovranità del popolo italiano è nulla dato che il nostro governo sulla guerra non rappresenta il volere della maggioranza dei propri cittadini ma quello di un élite che sbava per una guerra più lunga e applaude i morti. Abbiamo provato in tutti i modi a trasformare il presidente ucraino e il suo paese in tutto ciò che non sono e così abbiamo dipinto l’icona dell’ipocrisia a tutto svantaggio dei poveri ucraini bombardati e vittime di un regime escludente e razzista verso i propri connazionali filorussi. La propaganda asfissiante è stata un boomerang: l’Ucraina non è una democrazia, è governata da oligarchi corrotti posizionati nei punti chiave del paese, nazifascisti sono legalmente inseriti nell’esercito, acclamati come buoni patrioti dai nostri giornalisti, allineati con la politica autoritaria che sta frantumando l’Italia.

Nonostante il pericolo che la guerra possa deflagrare siamo attivissimi nel fornire armamenti e addirittura addestrare soldati ucraini nelle nostre basi. Tuttavia il nostro governo codardo s’è guardato bene da indire una conferenza stampa perché i cittadini fossero informati. CHE SILENZIO MISERO, certi fatti svelerebbero quanto la furbizia spicciola dei nostri vertici politici obnubili loro il raziocinio.

La verità su questa guerra è stata distorta fin dal primo giorno e sono stati regolarmente marginalizzati, ostracizzati e gravemente insultati i pochi che avrebbero voluto offrire un quadro veritiero del conflitto in Ucraina. Per quale ragione mentire ogni giorno se si è veramente dalla parte giusta e non specchio miserabile di interessi altrui? Per quale motivo le bugie in Tv, perché nasconderci che addestriamo militari Ucraini, perché secretare i contenuti di decreti sulle nostre armi. Che democrazia è quella in cui i rappresentanti del popolo schiacciano i propri concittadini per assecondare la follia della guerra e profitti privati. Che presidente della Repubblica è un uomo che tace nonostante l’evidenza. E soprattutto che premier è colei che serve interessi americani piuttosto che nostri.

Abbiamo una classe dirigente di maggiordomi, la domanda è: cosa vogliamo NOI?