DACCI OGGI LA NOSTRA TRAGEDIA QUOTIDIANA…

DI CLAUDIO KHALED SER

 

L’Eurofestival sui Migranti si é concluso con le solite note preoccupate dei cantanti intervenuti all’ennesima recita stonata europea.

Intanto i morti affiorano dalle acque mediterranee.
L’ennesima tragedia, questa volta rivelata, le altre volte taciuta.
La barca affondata al largo di Sfax é l’ultima in ordine di tempo, ma nei giorni scorsi, altre barche sono sparite ed altri corpi se li é inghiottiti il mare.
Le notizie sulle tragedie vanno centellinate per non creare assuefazione.
La soluzione prevista dai convenuti a Bruxelles é la solita : PAGARE
Pagare per trattenere,
pagare per reprimere,
pagare per impedire che i “carichi” vengano smerciati in Europa.
Nessuno ha chiesto di PAGARE per ripristinare uno Stato ormai al collasso economico e sociale,
PAGARE per investire nella ricostruzione di un Paese che non ha bisogno di elemosina ma di progetti.
Perché una volta terminati i soldi gentilmente concessi, saremo ancora al punto di partenza, quindi costretti ad elargire altre elemosine.
Impedire con l’uso della forza che domani sera altre barche lascino la Tunisia, é solo uno spot pubblicitario perché dopodomani ce ne saranno altre pronte a salpare.
Togliere le ragioni della fuga.
Continuo a ripeterlo anche se non serve a niente.
L’ho ripetuto ieri davanti agli “esperti” riuniti a Sousse per discutere, ancora una volta e sempre inutilmente, del problema emigrazione.
La loro soluzione é Tutto e Subito.
Motovedette, Guardia Costiera, Respingimenti.
Una canzonetta stonata che ascoltiamo da tanto tempo.
Qui il futuro non ha una data, é solo il domani, é solo l’ultima barca in partenza.
Se si continua a ragionare così, aspettiamoci altre fughe, altri naufragi, altri arrivi e, perché no, un CdM a Lampedusa…