DI ANTONELLO TOMANELLI
Una delegazione della CGIL si è unita ad una carovana della Pace per recarsi a Odessa e consegnare alla FPU, la Federazione dei Sindacati Ucraini, cinque generatori di corrente da 25 kw ciascuno, da installare in alcuni centri di accoglienza profughi gestiti dalla FPU stessa.
Che la Cgil avesse smarrito la propria strada si era capito da un pezzo. Ma pochi si sarebbero aspettati quella foto ricordo dell’evento, con i delegati della CGIL nazionale Sergio Bassoli e Federico Libertino salutare e sorridere da Piazza Kulikova, quasi ai piedi della scalinata della Casa dei Sindacati, dove il 2 maggio 2014 almeno 40 manifestanti filo-russi ebbero la pessima idea di rifugiarsi per sfuggire alla caccia all’uomo scatenata dai neonazisti di Pravy Sector, con la benedizione del governo filo-occidentale appena insediatosi.
Ne morirono circa 60, secondo alcuni molti di più, quasi tutti bruciati vivi. I militanti di Pravy Sector nell’occasione diedero il peggio di sé, sfogandosi sui superstiti che all’interno del palazzo erano riusciti a sfuggire al fuoco e al fumo. Come quella donna incinta, stuprata e infine strangolata con un cavo telefonico, o quel ragazzo di 16 anni finito a colpi di pistola.
Il fatto è che comunque quel tragico venerdi in quel palazzo vi erano anche sindacalisti ucraini che stavano lavorando. E che rimasero vittime della ferocia di Pravy Sector. Un fattaccio che avrebbe meritato quanto meno un discorsino ufficiale, una piccola commemorazione da parte dei sindacalisti italiani presenti.
Invece niente. Basta sorridere e si dimentica tutto.
Si dimenticano anche le condizioni dei lavoratori ucraini, notevolmente peggiorate con la scusa dello sforzo bellico. Libertà più o meno assoluta di licenziamento, numero di ore lavorative imposte secondo l’arbitrio del datore di lavoro, che decide anche numero e collocazione dei giorni di ferie; malattia non retribuita; contratti a chiamata con l’obbligo del lavoratore di rimanere ad esclusiva disposizione di quel datore di lavoro.
Insomma, è molto più importante far vedere che si regalano alcuni generatori di corrente, piuttosto che denunciare un sistema che rende il lavoratore ucraino quasi uno schiavo e l’uccisione di alcuni sindacalisti per mano di macellai considerati bravi ragazzi dall’attuale regime.
Del resto, a pensarci bene tutto questo non deve meravigliare. La deriva dei nostri sindacati è stata perfettamente fotografata poco prima di Pasqua anche dal Tribunale di Milano, che si è occupato della loro principale funzione, la contrattazione collettiva, i cui risultati sono ampiamente al di sotto dei livelli che la nostra Costituzione esige, proprio come quei 3.96 Euro l’ora garantiti ad una receptionist di una società di vigilanza privata, e che quel giudice ha considerato una vergogna.
Come si fa, dunque, a rimanere sorpresi per quelle facce poco serie ritratte in Piazza Kulikova?