LA TRISTE FINE DI JJ4, L’ORSA TRENTINA SUPERPROTETTA

DI ANTONELLO TOMANELLI

ANTONELLO TOMANELLI  

È nata lì, in Trentino, da Joze e Jurka, i due genitori fatti venire apposta dalla Slovenia. Tutto sommato ha una vita piacevole JJ4, l’orsa che da 17 anni scorazza sul monte Peller. Ma da quando i media hanno incominciato a interessarsi di lei, la sua fine è segnata.
Anche se leggendo un pezzo della sua storia è difficile rimanere con la faccia seria. Nel giugno 2020 aveva aggredito e ferito due cacciatori. L’ordine di abbattimento del presidente della provincia arrivò per direttissima.
D’accordo, se da sempre uccidiamo gli animali per mangiarli o utilizzare le loro pelli, perché non dovremmo farlo quando minacciano le nostre vite? Però non può sfuggire l’assurdità del caso specifico: in sostanza a JJ4 avevano applicato la pena di morte per aver aggredito due cacciatori, armati e che per giunta avevano sconfinato in una zona in cui la caccia è vietata. Non a caso l’ordinanza di abbattimento fu alla fine annullata dal Consiglio di Stato.
Ora però JJ4 ha ucciso una persona, un runner, che ha avuto la pessima idea di andare ad allenarsi sui sentieri del monte Peller, l’habitat naturale di JJ4.
Probabilmente il runner non si aspettava di incrociare un’orsa furiosa, anche se nei dintorni non è difficile imbattersi in cartelli oversize che avvisano del pericolo. Chi comunque doveva aspettarselo sono gli organi preposti al suo controllo, effettuato attraverso un moderno radiocollare installato dopo l’aggressione del giugno 2020. Che però, come tutti gli apparecchi elettronici, non può funzionare con una batteria scarica, dopo due anni di continuo utilizzo.
Ma che JJ4 non potesse più essere controllata, ai controllori della provincia di Trento evidentemente non è fregato più di tanto, visto che l’orsa non mandava più segnali dall’agosto 2022. Il runner è stato ucciso anche perché JJ4 non era più rintracciabile da quell’incosciente che avrebbe dovuto continuare a farlo.
L’orsa quindi può essere uccisa? A questo punto deve esserlo per forza, considerando il livello di aggressività e di pericolosità raggiunto e vergato sul runner. Ma sono evidenti e precise le responsabilità di chi non ha pensato di fare una cosa ovvia: sostituire il radiocollare, vedendo che da un pezzo non inviava più segnali.
Una responsabilità sicuramente molto più intensa di quella imputabile alla stessa JJ4, la cui capacità di intendere e di volere è imparagonabilmente inferiore a quella che siamo soliti, giustamente, attribuire agli esseri umani. Disinteressarsi di JJ4 e del grave pericolo che rappresentava per un qualsiasi escursionista è stato un errore tanto marchiano quanto fatale.
Da incorniciare la prestazione dei media, il vero plotone di esecuzione che ha impallinato JJ4, al cui confronto l’abbattimento materiale sembrerà un’inezia. L’hanno trattata come fosse un essere umano, ma soltanto per tradirla nel peggiore dei modi, dopo averle dato il massimo riconoscimento al quale lei e quelle come lei ambiscono: «specie particolarmente protetta».
Le foto dell’esemplare, accompagnate da titoli e occhielli impregnati di allarmismo, l’hanno consegnata alla pubblica opinione come fosse un serial killer così pericoloso, e soprattutto così lucido, da dover essere eliminato a vista. Una cosa davvero triste.
JJ4 sarà catturata e uccisa. E l’ultima cosa che avrà imparato sarà, probabilmente, che è pericolosissimo scherzare con l’Uomo.