DI CLAUDIO KHALED SER
Se lo scopo era spaventare l’Europa con i BRICS alla porta, la Tunisia ha raggiunto il suo obiettivo. Adesso tutti sono disposti a finanziarla o meglio ad elemosinarla.
Certo, vanno ancora definiti i dettagli, ma la base solida su cui si appoggia il prestito é il “ci pensiamo noi a spenderli” che non rassicura nessuno.
Molto più semplicemente l’Europa si trova davanti alla minestra con la finestra aperta.
Il FMI chiede una drastica riduzione della spesa pubblica.
Il che significa non spendere soldi per infrastrutture, scuole, ospedali, strade,ed ovviamente riduzione dei “lavoratori dello Stato”.
Per le prime voci, nessun problema, da anni non viene fatto nulla e non c’é alcun desiderio di incominciare adesso.
Più complicato ottemperare alla voce Impiego Pubblico, in un Paese dove 1 su 5 lavora nella PA.
Il potente Sindacato UGTT ha già fatto sapere di non essere d’accordo.
Anzi, assolutamente contrario.
La Tunisia risponde che sarà effettuato gradualmente nel tempo….
Quindi mai.
Le altre richieste del FMI sono :
A) radicale taglio dei sussidi
B) blocco dei salari pubblici
C) privatizzazione delle compagnie pubbliche
Condizioni che la Tunisia respinge sostenendo (a ragione) che non farebbero altro che acuire la povertà, aumentare il fenomeno dell’emigrazione illegale verso l’Europa e alimentare le proteste del Popolo.
L’Italia spinge affinché questi soldi vengano comunque versati nelle casse tunisine, in modo che il Governo resti in piedi e continui (come dice di fare) la sua lotta contro l’emigrazione clandestina.
Parliamoci chiaro, a noi del futuro economico e sociale della Tunisia, non ce ne frega un ……
L’importante é che non arrivino barche e se per evitarlo dobbiamo comperare coccodrilli da sistemare lungo le coste, siamo disposti a farlo.
Quindi si pongono due domande molto semplici :
1) L’elemosina convincerà uomini, donne e bambini tunisini, a restare senza alcuna speranza di futuro in Tunisia ?
2) L’elemosina servirà a tutti i Migranti “neri” oggi oggetto di malcontento razziale a ritornare nei loro Paesi e non cercare la fuga verso l’Europa ?
Se non ci fosse da piangere mi verrebbe da ridere.
Il Ministro Tajani ha affermato : “Non vorrei che dietro qualche fila di liberali, come è successo per le primavere arabe, ci siano schiere di fondamentalisti islamici che certamente non farebbero il bene della democrazia, della libertà e della difesa dei diritti umani. Bisogna sempre stare molto attenti alla presenza in Nord Africa dei Fratelli musulmani, di Al Qaeda e di un fondamentalismo che non va mai sottovalutato”.
Caro Tajani, nessuno ti ha spiegato che il “fondamentalismo” nasce dalla rabbia e che le idee malsane trovano sostegno proprio dalla miseria e dalla mancanza di speranza ?
Le rivoluzioni nascono per il pane, questo non te l’ha spiegato nessuno ?
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Studia Tajani, studia.