IL PROBLEMA

DI ORSO GRIGIO

REDAZIONE

 

 

E così, dopo Gianni e Pinotto, Stanlio e Ollio, Cochi e Renato, Ric e Gian, Scara e Macai e il Duo Merdella, nel mondo dello spettacolo si consuma un’altra dolorosa separazione.
Peccato, perché Renzi e Calenda facevano ridere più di tutti gli altri messi insieme.
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Niente, la realtà è che c’è solo da piangere.
Sì, perché il problema non sono loro due, quelli fatti così ci sono in ogni quartiere, il problema è che come ai furbi servono i coglioni per potersi affermare come tali, così ai sedicenti statisti servono ignoranti un po’ sprovveduti che li votino, e il mondo purtroppo ne è pieno.
Il problema è che certe figure sono funzionali a lacchezzi di poteri che con i bisogni delle persone non c’entrano una beata fava di niente, e anche quando non li vota più nessuno, perché c’è un limite a qualsiasi perversione, gli viene dato ancora un credito politico che non meritano, perché è sempre stato chiaro che la loro visione delle cose arriva davanti allo specchio giusto per rimirarsi, e lì si ferma perché l’unico programma politico che concepiscono è quello soddisfare sé stessi e la loro scellerata ambizione.
Eppure sarebbe bastato guardarli: Renzi, per esempio, quando si muove fra i banchi del Parlamento o cammina per strada attirando l’attenzione su sé stesso; guardate come cammina pomposo, come smanetta, i sorrisini smorfiosi che fa, come si rivolge ai suoi sudditi, guardate quel trasudare arroganza; è come se avesse un’insegna al neon sopra la testa con su scritto il motto lampeggiante del Marchese del Grillo.
Lo so che sto parlando di un popolo che si è fatto prendere per il culo dal sale che non si scioglie, dalla carta straccia trasformata in banconote e dai maghi che danno i numeri del lotto, prevedono il destino e guariscono il cancro; lo so che certa gggente passa i pomeriggi ad abbeverarsi alla fonte sacra della D’Urso che gli racconta di stimmate e madonnine che piangono e poi quella stessa gggente, ormai del tutto stordita, si rallegra le serate con Pio e Amedeo.
Lo so, cazzo, ma fidarsi di Renzi e Calenda va oltre qualsiasi incubo.
Se proprio amate le sensazioni alla Tafazzi, provate col gatto a nove code, e se ancora non vi basta, vi auguro una colica di reni.
Proverete orgasmi cosmici.
Però la vita va avanti lo stesso, e per un duo comico che si scioglie, arriveranno nuovi talenti ad allietare le nostre giornate: Matteo Richetti, per esempio, che di fronte all’obiezione che tutta la faccenda della separazione sia legata a una questione di soldi, si è imbuzzito obbietando che “i partiti non nascono per soldi, ma per visioni, valori, e idee di società”.
Ma dai! La battuta migliore nei secoli dei secoli amen!!!
E quando l’ho sentito era mattino, prima di colazione, al netto di farmaci, fumo, alcol, droghe pesanti e qualsiasi altra sostanza psicotropa.
Ero pulito, insomma, del tutto lucido, acciocché ne potessi apprezzare in pieno la smisurata valenza comica.
Perciò non disperate, che ci sarà sempre da sganasciarsi dal ridere.