DI MARIO PIAZZA
Me ne frego, per dirla come uno di loro, di quanto Giorgia Meloni si dichiarerà antifascista.
Potrebbe mettersi al collo un fazzoletto rosso e salutare col pugno chiuso andando in pellegrinaggio davanti a tutte le lapidi partigiane del paese, potrebbe cantare Bandiera Rossa, Bella Ciao e Contessa bevendo barbera in un centro sociale, potrebbe andare in visita di stato a Cuba sfoggiando una spilletta del Che e in Palestina avvolta in una kefiah…
Non cambierebbe una beata mazza.
Ciò che conta sono gli ignobili provvedimenti che ha adottato finora e quelli che conta di adottare in futuro insieme ai suoi sgangherati gerarchetti.
Finché navi cariche di centinaia di disgraziati strappati al mare saranno costrette a navigare a vuoto per migliaia di chilometri,
finché qualche milione di poveracci saranno privati della sussistenza minima che avevano raggiunto,
finché chi ha più quattrini continuerà a ricevere bonus e condoni,
finché il nostro governo andrà a braccetto con Orban e Duda,
finché sanità, scuola e giustizia continueranno ad essere spinte in un tritacarne economico ed ideologico,
finché l’omosessualità verrà considerata una pericolosa devianza e la disoccupazione un vizio…
Fino ad allora continuerò a sbattermene di cosa Giorgia dice, fino ad allora continuerò a fare tutto ciò che posso affinché faccia l’unica cosa che potrebbe ridarmi un minimo di fiducia: Scomparire.
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