STUDENTI SENZA TETTO

DI ALFREDO FACCHINI

Alfredo Facchini

 

Si allarga in tutta Italia la protesta delle tende. Da Milano a Roma – passando per Bologna, Padova, Pavia, Perugia – gli studenti manifestano contro il caro affitti.

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La scintilla l’ha accesa Ilaria Lamera, studentessa del Politecnico di Milano che ha deciso di vivere sotto una tenda nel prato dell’ateneo.
E lo stesso sta accadendo davanti alla Sapienza, sotto la Minerva. A Roma per una stanza, si arriva a pagare fino a 500 euro, bollette escluse. Nella capitale la popolazione universitaria è di oltre 200.000 studenti e circa 40.000 sono i fuori sede.
In Italia ci sono solo 39 mila posti letto a disposizione per 800 mila studenti fuorisede: il 5,2% degli iscritti all’università.
Davanti ad un mercato immobiliare selvaggio il governo Meloni ha pensato di non rifinanziare il fondo – 330 milioni – che aiuta a pagare le spese per l’affitto previsto da una legge del 1998.
Il viceministro delle Infrastrutture Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia), quello travestito da nazista, ha fatto sapere che il fondo sarà rifinanziato «se ci saranno avanzi di bilancio».
In Danimarca dove i prezzi degli affitti sono alle stelle, e si pagano tra le tasse più alte del mondo, lo Stato spende quasi 3,3 miliardi di euro l’anno (circa l’1% del Pil) in sussidi e prestiti calmierati agli studenti. Ogni mese ogni studente universitario – indipendentemente dal proprio reddito – riceve l’SU, una sorta di stipendio di Stato per studiare che, se si vive da soli, può superare gli 800 euro mentre se si rimane in casa con i genitori è compreso fra 125 e 350 euro a seconda del reddito familiare. (IlQuotidiano)
Si dirà: ma quello è un altro mondo.
In Spagna il governo Sánchez ha introdotto un “bonus affitto” da 250 euro al mese.
Ovviamente si è subito messo in scena il solito teatrino con maggioranza ed opposizione che si rinfacciano quello che non si fa o non si è fatto.
Una cosa è certa: i soldi per le munizioni si trovano eccome, per i fuori sede vedremo.