IL DIRITTO ALLA SPERANZA

DI CLAUDIO KHALED SER – DA RAS JEDIR – TUNISIA

 

Siamo rientrati nella notte a Ras Jedir in Tunisia.

Con noi due operatori della Mezzaluna libica ed una coppia della Cote d’Ivoire in evidenti difficoltà.
Non si poteva fare altro.
L’imprevedibile ed inaffidabile Haftar, non ci ha concesso alternative.
L’Italia, nonostante il sempre dichiarato appoggio al Governo di Tripoli, ha stretto accordi col “generale” di Tobruk, affidandosi al suo umorale ruolo diplomatico.
Niente di più sbagliato.
Haftar é una mina vagante destinata ad esploderti fra le mani.
Con lui non c’é alcuna certezza che rispetti la “parola” e fidarsi é come accarezzare uno scorpione.
La rana ne sa qualcosa.
Poco lontano dalla frontiera libico-tunisina abbiamo visto molti gruppi di Migranti in attesa del momento propizio per attraversare il confine.
Tutti provengono dai Paesi sub Sahara, molti di loro con sacchetti di plastica ai piedi dato che son stati derubati perfino delle scarpe.
Cercheranno di attraversare la Tunisia fino al mare, destinazione Lampedusa o le coste siciliane, evitando se possibile la Polizia e la Guardia Costiera tunisina.
Non possono e non vogliono restare in Tunisia vista l’aria che si respira.
Alcuni sono in viaggio da oltre un anno, come gli Ivoriani che abbiamo aiutato a varcare il confine.
Un anno di stenti, di privazioni e di violenza.
NESSUN uomo dovrebbe patire tutto questo.
NESSUN dio, pregato e supplicato, dovrebbe permetterlo.
NESSUNO di noi dovrebbe girarsi dall’altra parte negando loro il Diritto di vivere.
Eppure siamo pronti a cancellare la Speranza.
Unico bagaglio che si portano appresso.
Chi, anziché fuggire da una guerra, fugge da una vita di stenti, di fame e miseria non ha diritto a una vita migliore?
Almeno alla Speranza di averla?
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Noi oggi, neghiamo loro perfino il Diritto di Sognare.