ULTIM’ORA: ANCHE L’EUROPA BOCCIA L’AUTONOMIA REGIONALE DIFFERENZIATA: “ACCRESCERA’ I DIVARI TERRITORIALI”

DI RAFFAELE VESCERA

 

Dopo la bocciatura del servizio Bilancio del Senato e quella della maggioranza dei cittadini italiani, per l’Autonomia regionale differenziata arriva la solenne stroncatura anche della Commissione Europea che in merito alla delega firmata da Roberto Calderoli osserva: “rischia di mettere a repentaglio la capacità del governo di indirizzare la spesa pubblica” e la possibilità di “fornire gli stessi livelli essenziali di servizi in regioni storicamente a bassa spesa, anche per la mancanza di un meccanismo perequativo“. Aspetti che si tradurrebbero in “un impatto negativo sulla qualità delle finanze pubbliche italiane e sulle disparità regionali“.
Le critiche dell’Ue ricalcano quelle espresse dal Servizio bilancio del Senato nell’analisi, poi ridicolmente declassata a “nota provvisoria e non verificata, diffusa da ignota manina”, per sminuirne il valore ufficiale, che la settimana scorsa ha fatto emergere le contraddizioni in seno allo stesso governo a proposito di una legge iniqua che definire sciagurata per il Paese è poco.
La stessa Commissione Europea rileva quanto i tanti oppositori all’Autonomia differenziata dicono da tempo: Se la riforma Calderoli recita che l’Autonomia dev’essere a costo zero per lo Stato e che le già ricche regioni del Nord potranno trattenersi il 90% delle tasse che i loro abitanti oggi versano allo Stato, i governi dove prenderanno i soldi per offrire i servizi essenziali alle regioni meno ricche che già fanno difficoltà a garantirli ai propri abitanti? Con la riforma, di fatto secessionista imposta dalla Lega Nord, i divari territoriali aumenteranno ancor di più in quest’Italia che ai cittadini del Nord garantisce il doppio del Pil procapite e dei servizi pubblici, dai trasporti alla sanità, all’istruzione, alla giustizia etc.
Legge iniqua imposta dalla Lega in cambio del presidenzialismo voluto da Fratelli d’Italia, per fare dell’Italia un Paese sempre più ingiusto e diseguale governato da un strisciante “democratura”.