DI MARIO PIAZZA
Non esiste una definizione scientifica dell’intelligenza, o meglio ne esistono talmente tante che è pressoché impossibile identificarne una universalmente riconosciuta dalla scienza.
Riassumendo grossolanamente le tante definizioni possiamo dire che l’intelligenza è la capacità di mettere insieme concetti diversi per formularne di nuovi, e che per poterlo fare l’istruzione e la cultura possono aiutare ma non sono affatto indispensabili.
Ciò che invece è indispensabile affinché l’intelligenza possa manifestarsi e svilupparsi è che questi “concetti diversi” siano non solo disponibili ma anche di facile accesso. Nonostante nei nostri tablet e smartphone sia contenuto tutto lo scibile umano ad oggi la regina indiscussa dell’informazione rimane la tanto vituperata televisione con i suoi discutibilissimi telegiornali, con i programmi di approfondimento e con divulgatori di grande qualità ma anche con il più sguaiato dei talk show, il più demenziale dei quiz e l’intrattenimento più pacchiano.
Per questo occupare militarmente la televisione rendendola un mero strumento di propaganda al servizio di chi detiene il potere non è soltanto uno sfregio alla democrazia. La pretesa di fornire un unico concetto riconoscibile priva la grande maggioranza degli Italiani di un altro diritto fondamentale, il diritto all’Intelligenza.
Monopolizzando e appiattendo la televisione si apre un’autostrada alla caratteristica umana che nella storia moderna, da Hitler a Pol Pot, da Mussolini a Erdogan, è sempre stata il carburante dei regimi più spietati e sanguinari: La Stupidità.