QUANDO TI DICHIARI “DE SINISTRA” MA SEI SOLO UN RENZI QUALUNQUE.

DI GIOACCHINO MUSUMECI

Gioacchino Musumeci

 

Nel Partito Democratico le frange dei riformatori o restauratori del renzismo, vanno contro la Schlein rea di aver presenziato alla manifestazione del 17 Giugno.

Dopo la fortuna delle dimissioni di Cottarelli che condannava la segretaria per il reato di leso classismo e aver spostato il PD a sinistra, piovono le dimissioni del consigliere della Regione Lazio, Alessio D’Amato dall’assemblea nazionale PD: “Brigate e passamontagna anche No”. Per D’amato “è stato un errore politico partecipare alla manifestazione. Vi voglio bene, ma non mi ritrovo in questa linea politica”. D’Amato dice di non aver strappato la tessera ma nessuno si strapperebbe i capelli per lui, anzi loro, quelli che il PD, succursale di Confindustria, dovrebbe contrastare Meloni stampella di Confindustria.
Se la Schlein ne fa una giusta, ovvero partecipa alla manifestazione contro la precarietà e parla di obbiettivi comuni su cui lavorare col Movimento, si sdegnano i facilitatori di Meloni. Questi, se non tacere, dovrebbero almeno scusarsi coi cittadini ai quali in campagna elettorale hanno offerto il guanciale sulla carbonara, per poi meravigliarsi del PD affossato nel campo largo/ campo santo fomentato dai gemelli avariati Calenda e Renzi.
Tutti questi hanno un unico problema: l’alleanza del Movimento col Pd, che significherebbe condannare all’irrilevanza chi comunque è politicamente inutile. E parlo di Renzi e Calenda col loro penosissimo seguito.
Nel PD i renziani superstiti temono la prospettiva, anche solo vaga, di morire per mano di una giovine che riconosce le buone iniziative del Movimento e osa addirittura ascoltare Conte, abbracciarlo! Magari immaginare una falange efficace contro la Dx.
Ai renziani del Pd importa solo che la Sx non sia Sx e che gli elettori non si rechino alle urne ben sapendo che la faida tra piddini e grillini non può che concludersi con la sconfitta di entrambi.
Al netto di posizioni atlantiste piddine di cui non condivido nulla e su cui la Schlein non mi convince, la politica è ben altro che semplificazione spicciola. A tutti gli scontenti per eventuali alleanze bisogna chiedere che vogliano di preciso. Per esempio che Movimento e PD siano partiti gemelli e convergano su ogni punto di programma, così gli elettori possano reciprocamente dire “vi abbiamo sottomessi”. Grandioso!
Ma questo non è politica, è calcio, giocate a calcio.
Oppure si vorrebbe che PD e Movimento vincano in solitaria e poi si alleino col partito di cui hanno propagandato mai con voi.
Che noia, film già visto.
Forse bisognerebbe abbandonare l’orbita marziana e capire che non si cercano accordi solo se si esce bene dalle competizioni elettorali dopo aver lanciato merda su tutti. E non parlo dei segretari perché loro sanno cosa sia politica. Gli elettori un po’ meno.
Sicuramente dissociarsi dal servilismo atlantista sarebbe una svolta storica ma ci vuole coraggio per affrontare la scissione del PD.
Saranno problemi loro direte voi ma quando si chiedeva l’espulsione di Mister Di Maio, perché la dirigenza grillina non l’ha buttato fuori? Perché cacciarlo sarebbe stato un pessimo esempio di democrazia interna, i media avrebbero ricamato sul Movimento antidemocratico in cui comanda solo Conte e non esiste dibattito interno.
Sia chiaro che Di Maio non voleva alcun dibattito ma indebolire il suo stesso partito da cui poi si è esiliato facendo un favore a tutti, perciò grazie.
A quanto pare la Schlein favorisce l’esodo dei renziani e condivide i contenuti delle manifestazioni a matrice grillina. Non sarà molto ma faccio mie le parole di Conte: “E’ un buon segnale”.
Lo tengano a mente gli intransigenti piddini e grillini per cui politica e religione coincidono.