DI GIOACCHINO MUSUMECI
Gli italiani dovrebbero reagire ai soprusi di questo governo inguardabile.
Vigliacco e privo di contenuti politici nell’ambito nazionale, indegno e servile come il predecessore Draghi nell’approccio alla politica estera.
L’Italia impersonale e pavida non assume la posizione che contribuirebbe mai come prima d’ora al processo di pace che Washington, Londra e di riflesso Kiev non possono immaginare se Mosca non indietreggerà. Tutti questi, Meloni compresa, sapendo che Mosca non cederà mai, guardano con soddisfazione il caos già previsto ai tempi di Maidan .
Sul piano nazionale Meloni è letteralmente un insulto al Paese.
Le fasce più povere della popolazione devono ribellarsi per emanciparsi sostenute da forze politiche e organizzazioni civili responsabili. I cittadini devono reagire con decisione all’inadeguatezza del governo svelata oltre ogni più tragica previsione.
L’esecutivo non ha contegno, come fossimo tornati all’ancien regime dei nobili arroganti, mette alla fame milioni di persone a cui elargisce un euro al giorno. Meloni irresponsabile al limite dell’inciviltà, definisce altri disperati occupabili in base a criteri letteralmente inventati e in faccia a questi poveri senza prospettive dirotta risorse già scarse verso vitalizi nuovi di zecca destinati a vecchi parassiti politici egoriferiti e inutili. Questa è pura violenza, Ingiustizia sociale senza precedenti che può sfociare in episodi di rara e violenta frammentazione del tessuto sociale.
Nel nostro mercato del lavoro costellato da contratti patacca, stipendi insufficienti, morti, extracomunitari schiavizzati, sfruttamento e caporalato perfino nei giganti statali come Fincantieri, quali prospettive offre la Meloni oltre chiacchiere. Dobbiamo forse applaudire il divieto di indossare Sneakers, l’obbligo alla cravatta in segno di decoro al parlamento protettore della ministra più indecorosa della Repubblica?
La reazione a tutto questo dev’essere decisa e profondamente ideologica, radicata nell’idea che la nostra Carta Costituzionale deve porsi al centro dell’operato politico e una volta per tutte deve perire la politica egoriferita e rappresentante di interessi minoritari e privilegi che costano profonda miseria ad ampie fasce di popolazione ridotta ormai allo stremo.
A parte la biasimevole inerzia con cui la Meloni affronta vergognose insufficienze della propria classe dirigente, la peggiore in assoluto dal dopoguerra, c’è la politica estera interpretata come sconcertante clonazione pedissequa di desiderata americani. In barba a convenienze politiche ed economiche che dovrebbero guidare l’operato del governo nell’interesse dei cittadini italiani, e più generalmente europei, assistiamo allo sperpero di risorse dirottate verso armi in omaggio al sentimento antirusso, assimilato grazie a propaganda di storture e ossessioni di conservatori pervasivi in ogni governo americano.
Questo folle binario è stato imboccato anche dalla Ue, anch’essa assoggettata ai conservatori americani di cui Biden è un fantoccio esaltato quanto semincosciente. Per costoro è facile semplificare lo scenario bellico in invasione ma il disegno di frammentazione Russa, alla base dell’espansione Nato, è cominciato con Maidan in cui il ruolo dei neonazisti del regime di Kiev è stato fondamentale. Da allora uno scenario bellico regionale è virato sempre più verso la forma intercontinentale che vediamo oggi.
In realtà il criterio con cui si affronta la questione ucraina è infarcito di razzismo e arroganza fino all’inverosimile: ogni cosa abbia a che vedere con Mosca va sublimata al vento dell’imperialismo americano e l’ossessionante estremismo nazionalista della Dx occidentale che fa il paio con quella russa a seconda delle necessità. Non c’è una logica pacifica o proiettata verso un mondo inclusivo, il disegno è contenuto nell’idea che Mosca deve sottomettersi o perire e che il controllo del pianeta dev’essere affidato alle potenze occidentali e le loro spaventose ambizioni di controllo. Se tutto ciò è chiaro a me, cittadino occidentale convinto che democrazia e Europa siano qualcosa più di questo, immagino che i vertici di Mosca percepiscano allo stesso modo intenzioni occidentali tutt’altro che pacifiche.
Accettare prospettiva di guerre e riarmo nel XXI esimo secolo è pura follia.
I sostenitori delle economie di guerra da cui deriva miseria e morte, spiace dirlo, andrebbero silenziati in nome della pace e tolleranza. Nel mio futuro il mondo è diverso da questo, un posto evoluto e pacifico dove possa dire che russi o ucraini diversi da me, sono come me e in quanto tali benvenuti e stimati.