FASSINO E DE GREGORIO, PARADIGMA DELLA LONTANANZA DAL REALE

DI ALESSANDRO FERRETTI

REDAZIONE

 

 

Piero Fassino e Concita De Gregorio, con le loro recenti esternazioni, ci hanno ricordato quanto siano talmente lontani dalla realtà e dal vissuto dei non-ricchi da credere alla rappresentazione cattivista e deteriore che ne dà la destra.

Fassino e De Gregorio, baluardi inconsapevoli della “gauche caviar”

Cos’hanno in comune le penose uscite di Piero Fassino e di Concita De Gregorio? Il fatto che entrambi dimostrano candidamente di non conoscere per nulla chi sia e che vita faccia il loro pubblico di riferimento.

Fassino afferma di stare in politica per rappresentare coloro che vivono con meno di mille euro al mese, ma sventolando il cedolino piangendo miseria ha plasticamente dimostrato di non avere la minima idea di chi siano e di che cosa pensino quelle persone.

De Gregorio si riempie la bocca con parole di comprensione verso i meno fortunati della società, ma paragonando i distruttori della statua a persone con disabilità intellettive (addirittura poi dando la colpa della sua clamorosa insipienza al “politicamente corretto”) ha in pratica confessato di non sapere assolutamente nulla di quelle persone e di coloro che se ne prendono cura.

Io non credo che ogni classe si debba autorappresentare integralmente, che solo un operaio possa rappresentare un altro operaio. Però, per farsi portavoce di qualcuno, bisogna almeno conoscere quel qualcuno per esperienza diretta, in modo da poter essere empatici con esso.

Guardo ora a sinistra, e cosa vedo? Una distesa di personaggi come Fassino e De Gregorio, che per storia e condizione non hanno alcuna cognizione ed empatia verso coloro che vogliono rappresentare.

Sono talmente lontani dalla realtà e dal vissuto dei non-ricchi da credere alla rappresentazione cattivista e deteriore che ne dà la destra; restano perennemente senza argomenti da opporre a tale visione distorta e parziale (a parte un moralismo trasudante privilegio), proprio perché non hanno alcuna cognizione diretta ed empatica di chi sia la gente “normale”, come viva e che cosa pensi.

È proprio qui che in fondo casca l’asino dell’attuale sinistra italiana: un’ammucchiata di soggetti in cerca di un posto al sole in parlamento o sui giornali che non si è neanche posta il problema di conoscere la vita vissuta di chi vuole difendere.

In questo contesto, è inutile sperare che Schlein imponga una sterzata: il problema del PD è ormai da anni antropologico, non è semplicemente una questione di idee ma di persone.

Per dire: mentre Schlein parla di ecologia, il sindaco piddino di Torino Lo Russo cerca di abbattere centinaia di alberi perfettamente sani per risparmiare sulle potature, realizza impianti sportivi in aree verdi, costruisce ospedali nei parchi e adesso vuole installare ruote panoramiche nei Giardini Reali, ovviamente, con il plauso del PD cittadino.

Insomma, prendiamone atto una volta per tutte: finché questi fenomeni non se ne torneranno a casa smettendo di occupare il lato sinistro della politica e dei media (e lo faranno solo se verranno attivamente cacciati via), qualsiasi prospettiva di virata a sinistra in Italia è destinata a rimanere una pia, anzi ormai patetica, illusione.

 

Alessandro Ferretti

dalla redazione di

9 Agosto 2023