DI GIOACCHINO MUSUMECI
Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano, sostiene che il Movimento 5 stelle è un agglomerato di antisemiti e che Giuseppe Conte deve studiare.
“Basta leggere quello che scrivono” sostiene Walker.
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Ma cosa scrivano i demoni pentastellati contro gli ebrei non è dato sapere. Insomma la mostrina dell’antisemita mancava nella pettorina di insulti gratuiti addebitati al Movimento.
Ma “antisemita” è la madre di tutti gli insulti perciò è una roba pesante è c’è aria di querela.
Ad oggi mi domando se sia più lecito credere in Dio oppure nella perfezione dogmatica di Israele, debbo pensarci e decidere, in qualcosa dovrò pur credere prima o poi, però se racconto che credo in Dio ma non troppo nell’Israele odierno commetto un reato, meglio restare ateo.
Pur non avendo offerto il mio voto ai cinque stelle credo di dover commentare la faccenda nel solito modo imbecille che si legge nei miei numerosi post da perfetto imbecille.
L’accusa di antisemitismo possiede un’accezione estremamente dispregiativa, i poveri mortali inferiori pagano l’eterna cambiale dovuta a coloro che il nazismo avrebbe voluto sterminare perché l’unica razza degna di esistere, allora esistevano le razze, era quella ariana.
Insomma gli ebrei hanno subito atrocità che hanno portato la alte sfere del mondo a una particolare clemenza, motivata da interessi geopolitici, anche quando questa sia estremamente artificiale o ipocrita. Forse è stato giusto immediatamente dopo la guerra ma oggi non lo è più. Casomai non fosse chiaro, la propaganda è un costrutto teso a far credere ciò che normalmente nessuno crederebbe. E oggi il mondo è diverso dal 45 ma certa propaganda tende a inculcare l’idea che i pericoli siano dello stesso ordine proprio perché la gerarchia mondiale resti immutata e capitanata dagli Usa.
L’accusa di antisemitismo quando non c’entra nulla nel contesto, viene, PURTROPPO, dal razzista per eccellenza, se baffuto anche meglio perché il baffo, si sa, conferisce autorevolezza. Ovviamente tale razzista è inconsapevole, nessun razzista ammette di esserlo ma si nasconde dietro un dito oppure una superstizione religiosa, il che non paga più di tanto.
Quando a un certo tipo di razzista si fa notare la presunzione di superiorità derivante dal postulato, completamente inventato, dell’esser stato davvero benedetto da Dio, il razzista non può fare a meno che dare dell’antisemita confortato da uno stuolo di incredibili lecchini vigliacchi.
Purtroppo basare la propria presunzione su follie di stampo religioso è la ragione per cui in Israele esiste la guerra perenne. Le follie di stampo religioso riguardano tutti i popoli del bacino medio orientale ma affinché non ci fosse troppa confusione, i buoni, cioè noi, hanno deciso che le follie islamiche sono aberrazioni da condannare, quelle israeliane sono semplici conseguenze, atti dovuti per fermare il terrorismo di Hamas.
Hamas non è un organizzazione pacifista dato che ha lanciato razzi su civili scatenando una serie di severissime rappresaglie israeliane, bombe su civili e la Striscia di Gaza ridotta a un cimitero divelto e persone che scavano a mani nude per estrarre corpi o ciò che ne resta da sotto le macerie. Certo è molto difficile scegliere se razzi a un festival provochino più sofferenza che morire di fame in un metro quadrato ricoperto da mattoni sbriciolati ma bisogna scegliere da che parte stare ragazzi. “Scelgano signori scelgano!” Altrimenti si rischia l’accusa di pacifismo che oggi è quasi peggio di un processo per terrorismo. Se si sceglie di provare pietà per i palestinesi bè da li all’antisemitismo il passo è breve, quindi più che scelta siamo orientati a scegliere in un certo modo.
E se ci si permette di dire (perché nel regime democratico in cui il saluto romano passa inosservato e l’Azov magnificato, si può pensare ma non dire) che forse, magari, non so, sarebbe possibile trovare una mediazione, magari anche Israele potrebbe avere qualche responsabilità, dico anche solo una su un milione, facciamo mezza che una è troppa, ecco che la comunità di tolleranti rappresentanti dell’intellighenzia superiore ti stampa addosso la stella dell’antisemita, quella di Davide non bastava e il metodo è stato perfettamente assimilato.
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Nella foto Giuseppe Conte con il Rabbino capo Riccardo Di Segni
nel corso della sua visita alla Comunità Ebraica a Roma.