DI MICHELE PIRAS
Vogliamo più ospedali, trasporti migliori, investimenti nell’Istruzione, lavoro, ricerca, valorizzazione del nostro patrimonio, non scorie nucleari, non altra servitù.
Abbiamo già dato tanto in termini di solidarietà nazionale, basterebbe ricordare quanto pesano sul nostro territorio poligoni e siti militari.
Abbiamo invece avuto assai poco e basterebbe ricordare quanta arretratezza ancora scontiamo nella dotazione infrastrutturale dell’Isola e quanto questa incida sul pieno sviluppo delle nostre potenzialità.
Il deposito nazionale delle scorie militari in Sardegna non lo si fa, punto.
Perché non è accettabile che ancora oggi il Paese sia diviso in due: uno che gode di investimenti, sviluppo industriale, alti tassi di occupazione e reddito, l’altro che continua a pagare il dazio delle servitù e del ritardo economico, a vivere di emigrazione e assenza di opportunità.
E basta anche con questa rappresentazione grottesca di un’Isola “interna” nella quale – lontano dalle coste – non c’è nulla, perché si tratta banalmente di un dato che ha a che vedere più con l’ignoranza che con la realtà.
Non se ne parla nemmeno.