IL VOTO SI RISPETTA

DI LEONARDO CECCHI

LEONARDO CECCHI

 

Vorrei ringraziare Luciano D’Amico per averci messo la faccia.
Una faccia onesta, seria, come d’altronde prova la sua storia personale e professionale.
Si è perso e il voto si rispetta.
Però nessuno può togliermi la riflessione su un Paese che sta purtroppo vivendo un degrado culturale come mai visto prima. Perché vedete il tema non è che se vince la sinistra allora il Paese è sano e se vince la destra è malato. Qui si va oltre quel concetto: qui c’è una parte politica, interpretata dalla destra, che (in questa italica e recente forma specifica, non in linea generale) esiste e prospera grazie ad un declino culturale. In quale universo infatti può vincere una persona che fa il Presidente di Regione in smart working e si fa portare a lavoro (in un’altra regione) da un autista pagato con i soldi di tutti, che ha sfasciato una sanità regionale e che dopo due anni di governo credeva che la sua regione fosse bagnata da tre mari? In quale universo buttare soldi a pioggia una settimana prima del voto non viene percepito dagli elettori come un’offesa, un’umiliazione, una truffa, ma anzi come una bella novità?
Ancora di più: in quale universo si preferisce uno come Marsilio a uno come D’Amico, la cui storia – lo ripeto – è di specchiata onestà e serietà?
Il dato è culturale. Lo si accetta e si va avanti per cambiarlo. Nonostante la sconfitta, si cresce rispetto al 2022 e questo va bene. La strada è lunga e si va avanti.