“2023, UN ANNO NERO PER L’ITALIA”

DI PAOLO DI MIZIO

 

Altre due menzogne della Meloni: su produzione industriale e sul reddito reale delle famiglie italiane.
PRODUZIONE INDUSTRIALE
A gennaio l’indice della produzione industriale è stato in calo dell’1,2% rispetto a dicembre e del 3,4% rispetto a un anno prima. Le cifre diffuse dall’Istat rivelano che l’indice torna ai livelli del novembre 2023, con diminuzioni mensili estese a tutti i principali comparti. L’unica eccezione è l’energia.
Anche su base trimestrale c’è un quadro negativo. In termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, si registra una caduta in 13 settori su 16. In particolare è molto ampia la flessione per i beni di consumo e strumentali, mentre si registra una lieve crescita per l’energia.
Il Codacons sottolinea che “la produzione crolla in tutti i settori, ma il vero allarme riguarda i beni di consumo che scendono su base mensile del -2% e addirittura del -5,4% su anno, e quelli durevoli addirittura del -12,3% su base annua”.
A pesare sui numeri dell’industria, prosegue il Codacons, “è il livello elevato dei prezzi in Italia negli ultimi due anni”. L’associazione ribadisce “la necessità di intervenire sui prezzi, perché solo calmierando i listini sarà possibile tutelare la capacità di acquisto delle famiglie, sostenere i consumi e aiutare industria, commercio ed economia”.
L’Unione Nazionale Consumatori parla di “inizio dell’anno pessimo”, dopo un 2023 “nero”. Su base annua, sottolinea, si assiste a un crollo verticale dei beni di consumo durevoli, che precipitano del 12,3%. “Il governo, invece di cantare vittoria per i dati economici positivi, come quelli sull’occupazione, farebbe bene a prendere in considerazione questi campanelli d’allarme, tutti indicativi di una difficoltà delle famiglie sul fronte dei consumi”.
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REDDITO REALE
L’altro giorno la Meloni dichiarava: “Il reddito reale medio delle famiglie nel 2023 è aumentato dell’1,4%, molto meglio della media Ocse”. FALSO: i dati diffusi ieri dall’Etuc (Confederazione sindacati europei) dimostrano che il reddito reale delle famiglie italiane è crollato del 2,6%. Solo Ungheria e Repubblica Ceca peggio di noi:
Ungheria: – 3,8%
Repubblica Ceca: – 3,8%
Italia: – 2,6%
Svezia: – 2,3%
Slovacchia: – 1,9%
Francia: – 0,9%
Germania: – 0,6%
(Da La Notizia del 21 e 22 marzo 2024)
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