DI MARIO PIAZZA
Sono talmente tante le “risoluzioni” dell’ONU contro Israele che ho perso il conto, dovrebbero essere almeno un centinaio.
Quella di ieri contro il genocidio in atto verrà ignorata come tutte le altre e non risparmierà un solo morto o ferito alla popolazione di Gaza.
Come si potrebbe definire una nazione che per cento volte non tiene in alcun conto gli inviti alla legalità che quasi tutti gli stati indipendenti del pianeta le rivolgono?
E ancora, a cosa serve far sedere intorno a un tavolo tutti i paesi del mondo per prendere posizioni che verranno regolarmente sbeffeggiate?
Ma soprattutto, a che cavolo servono i Caschi Blu premiati col Nobel per la Pace se non vengono interposti tra uno stato-canaglia e le sue vittime?
L’esistenza dell’ONU, un organo giudicante senza neppure il potere di espellere dal club chi viola le sue regole, è una implicita autorizzazione ai suoi membri farabutti per commettere qualsiasi infamia senza neppure l’ombra di una conseguenza. Una tragica farsa che con la pace mondiale non ha nulla a che vedere, nella migliore delle ipotesi una piccola succursale della Croce Rossa o facente funzione di una qualsiasi ONG con i suoi pacchi di aiuti umanitari a un costo annuo che supera abbondantemente il miliardo di dollari. Un po’ troppi per una semplice farsa.