Calenda a Di Martedì affronta e batte il generale Vannacci sull’Albania

DI PIERLUIGI FERDINANDO PENNATI

P. F Pennati

Potrei mentire e dirvi che mi piace Calenda e potrei mentirvi dicendo che mi piace DiMartedi ma non posso farlo, Calenda non mi piace e DiMartedi nemmeno tanto, ma durante la puntata di eri il Carletto nazionale ha fatto una cosa cui non posso parimenti inchinarmi, ha sistemato con una sola frase il sig. generale, grand’uff. cav. gran lup mann. dei miei stivali Vannacci, il cui merito pare essere solo l’oligocefalia.

In collegamento da Bruxelles dove suoi parineuronici lo hanno spedito a villeggiare a nostre spese, Vannacci magnifica l’italianissimo e geniale “modello Albania” dicendo: “Ricordo che fu Londra a ipotizzare la deportazione (si, deportazione) in Ruanda e ci sono tanti altri Paesi che guardano con grandissimo interesse l’impresa italiana di questo hotspot in Albania. Dobbiamo insistere e proseguire. A Roma c’è un detto nella Casilina: “Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti”.

La replica di Calenda.

“È figo ‘sto detto. L’unica cosa è che ‘resisti’ coi soldi degli italiani…

E lei fa anche citazioni a cavolo. La cosa del Ruanda è stata chiusa dal governo inglese perché non funzionava, come l’Albania. E, se uno se lo andasse a guardare prima, non butterebbe i soldi degli italiani, perché mentre voi fate “Resisti! Indurisci! La forza! La Decima”, quelli sono 800 milioni di euro quando noi non possiamo fare le Tac, ha capito generale? Le cavolate si pagano.”

Calenda sembrava Sordi davanti al piatto di maccheroni di un famoso suo film “m’hai provocato e mo me te magno!”

Certo che però anche il mezzo milione di italiani che hanno votato Vannacci dovrebbero farsi qualche domanda…

Pierluigi Ferdinando Pennati