DI MARIO IMBIMBO
La Premier si dice “sconvolta dalla reazione che ha visto ieri in aula, con parlamentari della Repubblica che sono arrivati sotto i banchi del governo con insulti e ingiurie”. Pensa “francamente che la sinistra stia perdendo il senso della misura”.
Vittimismo, solito refrain
Così Giorgia Meloni a margine del vertice Ue, rispondendo a chi ancora le chiedeva conto delle assurdità sfoggiate a proposito del Manifesto di Ventotene. Capito? La “povera” Meloni, quella che oggi non riesce a dichiararsi antifascista e che ieri dichiarava Mussolini fosse il “miglior statista degli ultimi 50 anni” si dice sconvolta per le proteste delle opposizioni.
Evidentemente non doveva sconvolgerla invece il fatto che ieri in Italia, quando dittatore e non certo statista in Italia era il suo caro Mussolini, chi faceva opposizione durante il fascismo fosse bastonato, ucciso, incarcerato o mandato in esilio proprio come Spinelli, Rossi, Colorni e centinaia di altri antifascisti.
Da vittimismo a “patriottismo”
E non ritiene invece che il senso della misura lo stia perdendo lei che, da “patriota”, infanga il nome di italiani che sono riconosciuti da tutti internazionalmente come eroi e padri dell’Europa, ma invece delle opposizioni che forse di senso della misura ne hanno fin troppo.
Una Premier indegna come lei andrebbe accompagnata alla porta da una manifestazione popolare senza precedenti e con una misura che dovrebbe andare ben oltre quella fin troppo pacata, con qualche troppo rara eccezione, della nostra opposizione parlamentare. Qui se qualcuno ha perso il senso della misura non è certo l’opposizione!!!
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Mario Imbimbo