E, in ogni caso, guai a sottovalutarlo

DI GIANCARLO SELMI

Giancarlo Selmi

Sottovalutato, un grave errore

È stato il destino di questo grandissimo uomo, dal primo giorno che entrò, in qualità di Presidente del Consiglio, nell’agone politico: essere sottovalutato.
Lo hanno sottovalutato tutti, commettendo errori clamorosi che hanno puntualmente pagato. Lo ha sottovalutato Salvini, lo ha sottovalutato Renzi. L’elenco, poi, si è allungato con i nomi di Draghi, di Grillo e, per ultimo ma non sarà ultimo, qualche esponente dello stesso Movimento. Lo hanno sottovalutato i prezzolati giornalisti italiani ed anche i leaders di partito.
Ripeto: grave errore.

Guerra in Ucraina

È stato il primo a opporre le ragioni della pace e della diplomazia a quelle della guerra. Mentre tutti gli altri parlavano di “resistenza”, dando per certa una invece improbabile vittoria della Ucraina sulla Russia, lui evocava la necessità dell’apertura del dialogo. Mentre l’Europa e l’Italia chiudevano le porte a qualunque ipotesi di trattativa, lui la chiedeva ogni giorno.
Oggi è il solo a poter dire “avevo ragione”. Se Draghi lo avesse ascoltato, se lo avesse fatto Scholtz o Macron, avremmo centinaia di migliaia di morti meno, l’Ucraina sarebbe ancora un paese, l’Europa avrebbe un’economia. Non vollero ascoltarlo e non lo fecero, travolti insieme alla premier attuale, dal servilismo e dagli interessi dei costruttori di strumenti di morte.

Pacifisti un tanto al kg / Piano ReArm Europe

Oggi scopriamo l’esistenza di altri pacifisti un tanto al chilo, come Salvini. Ma è ancora lui ad aver capito la pericolosità di un piano di riarmo lasciato alle possibilità di ogni singolo paese. Un piano che permetterà ai paesi meno indebitati di formare un’Europa di serie A, mentre la povera italietta, indebitata fino al collo, si armerà rinunciando al poco che rimane di welfare, scatenando una macelleria sociale senza precedenti per poi, per ovvi motivi, essere retrocessa nell’Europa di serie C. “Un’Europa asimmetrica” l’ha definita. Come al solito ha colto nel segno. Altro che “Manifesto di Ventotene”. In quel manifesto si parlava del pericolo riveniente dai nazionalismi. Nazionalismi che questo piano di riarmo agevolerà.
Predica nel deserto il nostro Giuseppe Conte. Un uomo onesto, empatico, integerrimo e capace. Un eccezionale animale politico.
Il 5 aprile saremo al suo fianco per ribadire la sua e nostra posizione.
E, in ogni caso, guai a sottovalutarlo.
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Giancarlo Selmi