DI MARIO PIAZZA
Ma, di preciso, quando è stato che la razza “homo italicus” ha perduto il rispetto per se stessa?
Non sono le anche malandate o le mie scarse capacità informatiche a farmi sentire vecchio, mi sento un dinosauro sopravvissuto all’asteroide perché non vedo più traccia dell’habitat in cui sono nato e cresciuto. E non sto pensando ai prati della via Gluck, di quelli ho imparato a fare a meno o ad andarmeli a cercare altrove.
Penso ai valori che nel mondo pre-asteroide facevano di un uomo un uomo e di una donna una donna. Quelli che quando la vita mi costringeva a trasgredirli diventavano un peso sulla mia coscienza, robetta come la sincerità, l’onestà intellettuale, la responsabilità delle mie azioni, il bisogno di chiedere scusa quando ho sbagliato.
Poi è arrivato l’asteroide che ha cancellato tutto e siamo sopravvissuti in pochi fortunati, qualcuno talmente fortunato da essere persino riuscito a trasmettere il proprio corredo genetico alle generazioni successive. Ho imparato ad annusarli da lontano i sopravvissuti e la loro prole, è grazie a loro che ancora conservo la gioia di vivere.
Degli altri posso benissimo farne a meno.
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Mario Piazza