Quello sempre al centro della scena…

DI GIANCARLO SELMI

Giancarlo Selmi

 

Fondamendalista e guerrafondaio, ma lo è per la pace 

Per esercitare il mestiere di guerrafondaio e amare la guerra come “sistemazione” delle controversie, cosa peraltro che la nostra Costituzione non ammette, bisogna essere armati di un poderoso fondamentalismo. E chi più che Calenda rappresenta la categoria dei fondamentalisti? I suoi litigi in televisione sono diventati proverbiali. Litiga con tutti. Persino con i truccatori. Per litigare con lui è sufficiente dire un “ma” dopo un suo pippone autoreferenziale e, boom, esplode la bomba. Restando in tema.

Quello che pontifica su tutto, quello che sa tutto

Di persone come Calenda chiunque di noi, nella sua vita, ne ha conosciute almeno una decina. Ricordate quello che stava sempre in mezzo, fastidioso, che interveniva su tutto, che sapeva tutto. Quello che: “ah viene pure lui?”, “mi spiace non potevo non dirglielo”. “Eh vabbè, ma che cacchio, ma non potevi dirgli che hai un attacco di diarrea compulsiva e la cena la rimandi?”. Quello che pontificava su qualsiasi argomento, anche se si parlasse di azotemia nelle zanzare aedes aegipty delle foreste pluviali amazzoniche. E lui ne parlava come se le conoscesse personalmente una a una.
E che, se qualcuno si permetteva di dire “ah”, lui rispondeva con un gesto automatico: guardava in alto come dicendo: “ma chi cacchio è questo imbecille che osa interrompermi, cosa avrà mai da dire…” Il classico simpaticone, insomma.

Tutta questa attenzione, forse per aumentare lo share e/o la tiratura

Nell’immaginario collettivo, uno che nessuno vorrebbe come amico. Non per i giornalisti italiani, evidentemente, visto che se lo contendono come se fosse il mostro di Firenze che rivela la sua identità.
Misterioso il motivo di tanta attenzione. Sarà per l’immancabile litigio che aumenta lo “share”? O perché parla male, penso sia una sua ossessione, di Conte e del Movimento 5 Stelle e così rispetta, a prescindere, la “linea editoriale”?
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Giancarlo Selmi