DI MARIO PIAZZA
In condizioni normali non sprecherei un solo minuto per parlare di una nullità politica come Carlo Calenda, tuttavia alla delirante performance del comandante della Brigata Parioli al congresso di Azione un merito va riconosciuto, soprattutto da uno come me che ha creduto nel “campo largo” tenuto insieme dall’antifascismo.
Ci credo ancora ma Carletto ha reso chiaro il limite oltre il quale nessuna necessità elettorale potrà mai spingere il campo progressista, e per lui all’interno di quel limite non c’è posto.
Il suo posto è vagolare in quella piccola area nebbiosa dove i narcisisti patologici possono sentirsi protagonisti senza avere una parte in commedia, un copione da rispettare, un pubblico da soddisfare.
Da lui nessuno può aspettarsi qualcosa di buono o di utile, non è diverso da Vannacci, Rizzo, Sgarbi o Pappalardo, onanisti che per masturbarsi hanno bisogno soltanto di uno specchio.
Spero lo abbia capito anche Elly Schlein, è meglio lasciarlo là a trastullarsi col suo gingillo.
Prima lo ignoriamo e prima scompare.
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Mario Piazza