DI ALFREDO FACCHINI
Silenzi assordanti e strette di mano
Le ultime pagine della storia contemporanea italiana narrano di silenzi assordanti, strette di mano complici e di inchini riverenti davanti a dei carnefici. Protagonisti: le più alte sfere dello Stato.



Il calendario degli incontri si arricchisce di ulteriori date significative
Le cronache istituzionali registrano di incontri solenni, celebrati nel cuore del Quirinale. Sergio Mattarella, a nome di tutti gli italiani ha ricevuto il Presidente dello Stato terrorista di Israele, Isaac Herzog, in due occasioni recenti: 19 febbraio 2025 e 25 luglio 2024. Baci e abbracci.
Il 21 ottobre del 2023, Giorgia Meloni ha incontrato Netanyahu a Tel Aviv, ribadendo la profonda affinità tra Italia e Israele
Il 10 febbraio 2025, Matteo Salvini, Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture, ha stretto la mano a Netanyahu a Gerusalemme. Non un gesto formale, ma un sigillo d’intesa: Salvini ha approfittato dell’incontro per rafforzare il legame tra Italia e Israele e attaccare la Corte Penale Internazionale, colpevole, ai suoi occhi, di aver osato emettere mandati di arresto contro Netanyahu per crimini di guerra.
Il 22 novembre 2024, con una spudoratezza degna di nota, Salvini aveva dichiarato che, se Netanyahu mettesse piede in Italia, sarebbe il benvenuto. Ha persino definito “irrispettoso” considerarlo un criminale di guerra. E ancora, l’ultimo atto di questa oscena complicità ha visto protagonista Antonio Tajani, Ministro degli Esteri, che il 21 ottobre 2024 si è recato a Gerusalemme per un incontro con Netanyahu.
Non solo silenzio sul genocidio
Mentre il mondo civile assiste inorridito alla distruzione della Striscia di Gaza, il governo italiano non solo tace, ma si schiera apertamente con l’oppressore, intrecciando al contempo lucrosi affari nel settore delle armi e della cybersecurity. Non è solo un errore politico: è una vergogna storica.
Un racconto che non dovrà mai essere dimenticato. Soprattutto quando i protagonisti di questa infamia – le signore e i signori delle Armi, in tailleur e doppiopetto – si alzeranno a parlare di diritti umani, di pace e di legalità internazionale.
.
Dovremo ricordarlo ogni volta che tenteranno di impartire lezioni di moralità o fingeranno di indignarsi per le violazioni del diritto internazionale commesse da altri Stati.
La storia non perdona, e nemmeno dovremmo farlo noi.
.
Alfredo Facchini