DI ENNIO REMONDINO
Dalla redazione di REMOCONTRO –
«Prima noi su tutti», Trump lancia la sfida al commercio globale e, per ridurre il deficit commerciale, annuncia dazi al 10% per tutti i paesi e tariffe reciproche per i 60 ‘più cattivi’, quelli con i maggiori squilibri commerciali nei confronti degli Stati Uniti. Per l’Europa i dazi saranno al 20%, per la Cina al 34% e per la Gran Bretagna al 10%. Borse europee in profondo rosso. Milano in calo del 2,12%, scivolano le banche.
Dazi al 20% per l’Ue. Von der Leyen: “Reagiremo”
«Negoziato ma pronti a reagire», dall’Europa. Von der Leyen: «Il primo pacchetto di contromisure sull’acciaio e prepareremo altri contro dazi in caso di fallimento dei negoziati». Previsioni nere: «Con i dazi americani l’incertezza si diffonderà a macchia d’olio e scatenerà un ulteriore protezionismo. Le conseguenze saranno terribili per milioni di persone in tutto il mondo. Anche per i paesi più vulnerabili, che ora sono soggetti ad alcune delle tariffe statunitensi più alte. Milioni di cittadini dovranno fare i conti con un aumento dei costi. I farmaci verranno di più, così come i trasporti. L’inflazione salirà. E questo danneggerà soprattutto i cittadini più vulnerabili».
Cina: “A rischio lo sviluppo economico globale”
«La Cina esorta gli Usa ad annullare immediatamente le misure tariffarie unilaterali e a risolvere adeguatamente le divergenze con i partner commerciali attraverso un dialogo paritario», afferma Pechino. «Non c’è un vincitore in una guerra commerciale e non c’è via d’uscita per il protezionismo». La Cina dichiara di «opporsi fermamente» all’imposizione di nuovi dazi Usa, promettendo «contromisure per salvaguardare i propri diritti e interessi. Le tariffe americane violano le norme del commercio internazionale e danneggiano gravemente i legittimi diritti e interessi delle parti coinvolte».
La “fanta economia” del palazzinaro
Sempre e solo America. «I dazi porteranno l’età dell’oro, rilanceranno il ‘sogno americano’ e genereranno miliardi di miliardi di dollari per ridurre le nostre tasse e il nostro debito», ha detto Trump da un Giardino delle Rose della Casa Bianca tra una sfilza di bandiere a stelle e strisce e alla presenza di quasi tutto il suo governo. Davanti ai suoi e a molti lavoratori dell’industria dell’auto e dell’acciaio –testimonianza Ansa- il presidente trionfante ha annunciato la svolta economica «con cui rimettiamo l’America First e rendiamo l’America di nuovo ricca». «Make America Wealthy Again».
I dazi più significativi
Ecco la lista dei dazi più significativi – con effetto ‘immediato’ – annunciati da Trump. Con l’eccezione significativa di Canada e Messico, per ora esenti dai dazi reciproci ma soggetti ai dazi selettivi del 25% su alcuni beni già annunciati nei giorni scorsi. La Cina dovrà affrontare un dazio del 34 %, mentre l’Unione Europea del 20 %. Il Giappone del 24 % e l’India del 26 %. Per il Regno Unito ci sarà un’imposta del 10 %, e anche questo è abbastanza notevole, dal momento che gli Stati Uniti hanno un surplus commerciale con la Gran Bretagna, che è un alleato molto stretto, e che ha cercato in tutti i modi di negoziare un accordo commerciale con gli Stati Uniti.
Le imprese italiane più colpite
L’export italiano negli Usa ha superato i 64 miliardi di euro nel 2024. Secondo l’Istat, sono 3.300 aziende che risultano ‘vulnerabili’. Soprattutto bevande (negli Usa il 39% dell’export extra Ue), autoveicoli (30,7%), gli altri mezzi di trasporto (34%) e la farmaceutica (30,7%). Con i dazi al 20% l’agroalimentare, il farmaceutico e la chimica, rischiano una perdita delle esportazioni tra il 13,5 e il 16,4%. Solo per il vino, costi di 6 milioni al giorno per le cantine italiane. Territori: in assoluto, sono Lombardia, Emilia Romagna e Toscana le regioni con più vendite oltreoceano (dati Istat 2023). Impatto complessivo: un calo del Pil dello 0,2% e una perdita di 54 mila posti di lavoro.
Italia, Meloni costretta a criticare Trump
Nelle ore che avevano preceduto l’annuncio di Trump, Meloni aveva parlato dei rischi di ‘risvolti pesanti’ dalle barriere commerciali americane. E aveva ventilato che «se servirà» bisognerà difendere gli interessi nazionali, ed europei, «immaginando risposte adeguate». Adesso i dazi sono reali e questo ha imposto un commento più netto. «L’introduzione da parte degli Usa di dazi verso l’Unione Europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti». Anche se la Casa Bianca ha chiarito che non ci saranno negoziati, la premier lascia intendere che conta su margini di trattativa.
Un azzardo americano sul mondo
“Molti di questi dazi risultano più elevati di quanto la maggior parte degli economisti e politici si aspettassero. E le Borse, sismografo immediato per la finanza planetaria, iniziano dall’Asia a scendere in picchiata. Tonfo dei future a Wall Street, crollano Tokyo e Hong Kong. Nuovo record dell’oro a 3.157 dollari.Durante il giorno il dollaro statunitense era crollato bruscamente rispetto alle valute principali, scendendo di circa lo 0,8% rispetto alla sterlina e dello 0.8% rispetto al US Dollari Index, una misura chiave che confronta la valuta statunitense con un paniere di rivali.”
“Tensioni economiche ma anche politiche sul mondo dove le simpatie di schieramento col nuovo corso americano rischiano a loro volta l’effetto ‘Borse’ nei prossimi ‘listini elettorali’.”
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Articolo di Ennio Remondino da
3 Aprile 2025