NIENTE PUBBLICITA’ AL TABACCO? GLI SVIZZERI DECIDERANNO CON IL REFERENDUM

DI CRISTIANO TASSINARI

 

La Svizzera torna alle urne questa domenica, 13 febbraio, per due referendum e due iniziative popolari su quattro temi federali: divieto della pubblicità per il tabacco, divieto di esperimento su animali ed esseri umani, sugli aiuti di Stato ai media e sulle tasse di bollo.

Il referendum si conferma lo “strumento democratico” più utilizzato in Svizzera negli ultimi anni.
Basti pensare che da giugno 2021 ad oggi, sono già tre i referendum che si svolti. A giugno, appunto, su pesticidi e “Carbon Tax”, a fine settembre sui matrimoni omosessuali e a novembre sul “Green Pass”.
Ora, il quarto referendum in nove mesi…

L’iniziativa “Sì alla protezione dei fanciulli e degli adolescenti dalla pubblicità del tabacco”, che ha portato al referendum, ha scatenato un acceso dibattito in tutta la Confederazione Elvetica.

“La pubblicità tocca troppo da vicino i bambini”
Il Direttore del Centro di prevenzione dalle dipendenze di Ginevra, Jean-Paul Huimar, spiega: “L’iniziativa mira ad un divieto quasi totale della pubblicità, che ovunque tocca troppo da vicino i bambini e i giovani. Questo è l’obiettivo: e, in effetti, qualsiasi pubblicità per il tabacco è suscettibile di raggiungere i bambini e i giovani. E questo vale anche per gli altri prodotti del tabacco, compresi i derivati, come le sigarette elettroniche o il tabacco riscaldato”.
Per chi sostiene la limitazione della pubblicità del tabacco, il quadro giuridico svizzero non è sufficiente per combattere il tabagismo.

Canton Ticino: dati che preoccupano

Del resto, i dati sono preoccupanti.
Nel Canton Ticino, ad esempio, dall’indagine sulla salute in Svizzera (2017) emerge che, tra il 2007 e il 2017, la percentuale di giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni che si dichiara attualmente fumatore è passata dal 31,3% al 43.6%.

Gli ambienti economici svizzeri, tuttavia, si oppongono all’eliminazione della pubblicità del tabacco.

“Tutta la pubblicità rischia di essere vietata”

Patrick Eperon è il portavoce della campagna del “No”:
“Siamo contrari, perché il testo di questa iniziativa è estremo e prevede il divieto di tutta la pubblicità che può raggiungere i minori, ma anche agli adulti. Il che significa che, praticamente, tutta la pubblicità è vietata anche per gli adulti: quindi, in nome della protezione dei bambini, si finisce per infantilizzare gli stessi adulti”.

Eperon, poi, lancia un grido d’allarme:

“Siamo in un’epoca in cui tutta la pubblicità rischia di essere vietata e, ovviamente, per la comunità economica svizzera, questo è un problema notevole, un problema fondamentale. Di cui discutere”.

In caso di vittoria del “No” al referendum di domenica, in Svizzera entrerà in vigore la nuova legge sul tabacco, varata in autunno, ma non ancora entrata in vigore, in attesa dell’esito del quesito referendario.

 

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