DI ANTONELLA PAVASILI
L’estate, il sole, il caldo, il mare…a volte non bastano.
Ci sono dolori che non si sciolgono al sole, che non evaporano.
Anzi.
Il sole li rintuzza, l’allegria quasi forzata dell’estate li rafforza.
C’è quella mamma che non regge a vedere i bimbi giocare con secchielli e palette.
Li guarda e il suo cuore si strazia.
Dov’è il mio tesoro? Perché è andato via?
Con chi farò il bagno, e il castello di sabbia, e i tuffi dallo scoglio più alto?
A chi comprerò il gelato con le noccioline in cima?
Perché è andato via il mio tesoro?
C’è quel papà con il dolore tatuato tra le rughe precoci di un volto devastato dalla sofferenza.
Si tuffa, nuota un po’, torna a riva, si stende al sole.
E le lacrime si mescolano al sudore, all’acqua di mare, al rivolo irrefrenabile dello strazio.
S’alza e si tuffa ancora.
Che in acqua le lacrime non si vedono.
Ci sono quelle coppie che arrivano più tardi in spiaggia.
La mamma regge borse pesantissime, il papà trascina un’enorme carrozzina.
Dentro c’è una ragazza.
Che non gioca e non giocherà mai a pallavolo, che non spruzza e non spruzzerà mai l’acqua con gli amici.
I suoi occhi si muovono, e forse sorride.
E di certo sorridono anche loro quando la immergono in acqua.
Quell’acqua che accoglie anche le loro lacrime.
Mentre il sole dilaga, il caldo morde, e tutto si dilata.
L’amore e la rabbia, il dolore e quella specie di gioia.
È un filo sottile li unisce tutti.
Non si vede ma c’è, quel filo.
Si chiama destino, forse.
O maledizione, forse.
O benedizione, forse.
Li unisce, li avvolge.
E si perde.
Nell’acqua di quelle lacrime che alimentano il mare.
Mentre gli altri, a pochi metri, non ce ne accorgiamo.
E magari sciupiamo preziose gocce di felicità 

P.S.: dedicato a loro.
A tutti coloro che si riconosceranno.
Nell’acqua salata di quelle lacrime…
Foto capolavoro di Marcello Santalco
