DI MARIO PIAZZA
Era più o meno il giugno scorso quando nell’ordine ho letto che:
1. Gli oligarchi russi stavano per rivoltarsi contro Putin;
2. I giovani russi rifiutavano di arruolarsi;
3. Gli armamenti degli invasori stavano per terminare;
4. L’economia russa era distrutta dalle sanzioni:
5. Putin era ammalato gravemente.
Sette mesi più tardi sappiamo che erano tutte balle e che la guerra prosegue più feroce che mai.
Nel frattempo il numero dei morti, dei feriti, dei profughi, delle atrocità e delle devastazioni si è moltiplicato a dismisura e non si scorge la più piccola via d’uscita per far cessare questo scempio che non sia la cessione del Donbass e il riconoscimento della annessione della Crimea.
Io penso che questa ben coordinata promozione di false speranze sia un atto criminale contro il popolo ucraino e che chi mente così spudoratamente abbia interessi inconfessabili da nascondere che nulla c’entrano con la democrazia, con l’autodeterminazione dei popoli e con l’inviolabilità delle frontiere.
Aspetto indignato la comparsata di Zelensky al festival di San Remo, chissà che presto non lo si veda anche al Grande Fratello o a Master Chef.