ACARI

DI ORSO GRIGIO

REDAZIONE

 

Il “nuovo” pd di Elly Schlein alla prima verifica elettorale è finito come quello di prima: a bastonate sul groppone.

E il perché è del tutto evidente: è lo stesso partito, o almeno questo è quello che l’elettore percepisce.
In tutta onestà le sorti del PD mi appassionano come una finale clandestina di ramino al Circolo dello Smanna in una fredda notte piovosa, tuttavia la presenza di un forte partito di sinistra dovrebbe essere auspicata da tutti, anche da chi quel partito non lo voterebbe mai.
I motivi di questo appaiono evidenti, e a chi non li capisce non servirebbe nemmeno spiegarli.
Ma il punto è proprio nelle definizioni: il PD non è un partito di sinistra da qualche decennio, non ci va nemmeno vicino, ad esserlo, e non pare succedere niente che potrebbe cambiare questo stato di cose.
Perciò voglio dare un consiglio a Schlein, uno dei miei, di quelli che non se li fila nessuno.
Lo ha già fatto Andrea, meglio di me, ma a volte capita anche a noi due di pensarla nello stesso modo e perfino di dire le stesse cose.
“Cara Elly, io non l’ho capito se sei di sinistra oppure no, naturalmente per come intendo io essere di sinistra, che, credimi, è tanta roba e forse per te è un po’ troppo.
Alcune tue scelte le ho trovate aberranti e anche sulle priorità del tuo programma politico, ammesso che tu ne abbia uno e che io, brancolando fra la nebbia, lo abbia intravisto, credo che saremmo piuttosto in disaccordo.
Ma è normale, ci sta, e magari sbaglio io: come dicono quelli più intelligenti di me, dal divano di casa è più facile.
Tuttavia ti confesso che per una volta mi piacerebbe provare: certi politici a casa spaparanzati sul divano, e io al loro posto.
Io capirei le difficoltà, certo, ma qualcosa potrei insegnare.
In ogni caso posso accontentarmi anche di un po’ di meno: che le mie siano tutte utopie del cazzo l’ho capito da un po’.
Ho però il sospetto che alla fine tu non sia molto diversa da quelli che hanno devastato il partito prima di te. Certo, un po’ meglio sì, ma fare peggio di loro non pare nemmeno possibile.
Niente però che faccia sperare in un cambiamento vero.
Come sempre, mi piacerebbe essere smentito.
Perciò dicci chi sei, e cosa vuoi fare.
In fretta e chiaramente.
E se le tue idee non collimano con quelle di certi baronati presenti ancora in quel partito come acari, lorsignori e lordame se ne faranno una ragione e andranno a rifugiarsi altrove, magari proprio da chi ne ha favorito la diffusione.
E’ alle persone che credono in te e che sperano di essere ascoltate che devi rendere conto, e a nessun altro.
Se sei capace di farlo e di effettuare una disinfestazione, bene, altrimenti è meglio che tu vada a casa subito senza prenderci troppo per il culo.
La scuola del tempo qualcosa insegna, io la frequento da parecchio ormai, e ho imparato che è meglio perdere restando sé stessi che annacquarsi sperando di vincere.
Che poi alla fine si perde uguale”.
E non solo quella partita, ma anche la faccia, la dignità e il rispetto degli altri.