LULA PARLA DI ASSANGE IN INGHILTERRA E I GIORNALONI TUTTI MUTI…

DI PIERLUIGI FERDINANDO PENNATI

P. F Pennati

 

Come molti capi di stato anche Luiz Inacio Lula da Silva, presidente brasiliano, è andato ad assistere all’incoronazione dell’ultimo discendente di quella che è forse l’ultima dinastia decadente e fin qui (quasi) nulla di strano, ma finita la cerimonia, e proprio nella nazione storicamente simbolo della libertà, ad una conferenza stampa ha denunciato la mancanza di sforzi concertati per liberare il fondatore di WikiLeaks Julian Assange, che ha già trascorso quattro anni nella prigione di Belmarsh.
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“È imbarazzante”, ha detto, “che un giornalista che ha denunciato l’inganno di uno Stato contro un altro venga arrestato, condannato a morire in carcere e noi non facciamo nulla per liberarlo. È una cosa pazzesca. Parliamo di libertà di espressione; il ragazzo è in carcere perché ha denunciato illeciti e la stampa non fa nulla in difesa di questo giornalista. Non riesco a capirlo.”
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L’uscita non è stata proprio estemporanea, Lula stava rispondendo ad una domanda proprio su Assange ed ha aggiunto che anche se aveva dimenticato di discutere la questione con il primo ministro Rishi Sunak, quando lo ha incontrato, gli avrebbe comunque scritto al suo ritorno in Brasile.
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I commenti di Lula seguono la sua riluttanza a comporre le sue divergenze di opinione con Washington sulle questioni geopolitiche, essendosi in particolare opposto alla fornitura di armi all’Ucraina contro la Russia, accusando, invece, con forza gli Stati Uniti e l’Europa di incoraggiare i combattimenti al punto da aver attirato aspri rimproveri dalla Casa Bianca e dall’Europa.
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Ha quindi continuato dicendo “Penso che ci debba essere un movimento della stampa mondiale in sua difesa. Non per quanto riguarda la sua persona, ma per difendere il diritto di denunciare, il ragazzo non ha denunciato nulla di volgare. Ha denunciato che uno stato stava spiando gli altri e questo è diventato un crimine contro il giornalista. La stampa che difende la libertà di stampa non fa nulla per liberare questo cittadino. È triste, ma è vero”.
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Ma questa non è una notizia che evidentemente non piace molto al mainstream e quindi, anche se dilaga nel mondo sulle testate minori indipendenti, non è facile trovarla su nessun nostro giornalone…
Evidentemente siamo tutti uguali e democratici, solo qualcuno è più uguale e democratico di altri.
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