DI ALFREDO FACCHINI
Testimonianza choc al processo per il crollo del Ponte Morandi.
“Nel 2010 seppi che era a rischio crollo”.
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A parlare è Gianni Mion, l’ex Ad della holding dei Benetton, che rivela: <<Emerse che il Ponte aveva un difetto originario di progettazione e che era a rischio crollo. Chiesi se ci fosse qualcuno che certificasse la sicurezza e Riccardo Mollo (direttore generale di Autostrade per l’Italia) mi rispose “Ce la autocertifichiamo”. Non dissi nulla … non ho fatto nulla>>.
L’ex Ad, storico braccio destro della famiglia Benetton, ha poi precisato che la riunione si svolse del 2010 e che erano presenti, Giovanni Castellucci (ex Ad Autostrade per l’Italia), Riccardo Mollo, Gilberto Benetton, la mente finanziaria del gruppo, e il collegio sindacale di Atlantia, oltre a tecnici e dirigenti della Spea Engineering (società di progettazione del gruppo Atlantia). Tutto il management.
Nessuna di queste persone poteva e doveva restare in silenzio. Ma nessuno ha mosso un dito per chiuderlo.
Per questa gente contano solo i dividendi e le loro profumate carriere.
Di fronte ad una rivelazione di tale gravità, non nasconde la sua rabbia, Egle Possetti, presidente del comitato ricordo vittime del ponte Morandi: <<Ha detto che la cosa emerse nel 2010 e quindi dico: quanta omertà, incompetenza e avidità sono state portate avanti in oltre otto anni senza fare nulla. Mi chiedo – aggiunge – come possano dormire quelle persone>>.
Sono 59 gli indagati a processo nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del ponte, avvenuto il 14 agosto 2018 e costato la vita a 43 persone.
Una strage che si sarebbe potuta evitare.