“IL GIOCO DELLE PARTI”

DI BARBARA LEZZI

BARBARA LEZZI

 

Trovo avvilente questo dibattito politico che i leader di partito incentrano su loro stessi. Appare come un gioco delle parti in cui si lanciano la palla l’un l’altro pur di non dare risposte ai cittadini che sono lì ad ascoltarli in attesa di parole chiare e definitive.
Dalla masseria di Vespa, Meloni ha messo in scena un po’ il ruolo di premier e un po’ quello di leader dell’opposizione.
E allora accusa, in squadra con Crosetto, le opposizioni sul tema della guerra.
Ha ragione a dire che, finché è stata in maggioranza una parte dell’opposizione ha assecondato l’invio di armi e la strategia di guerra USA e ha ragione a dire che, per l’altra parte dell’ opposizione, è facile avere sempre ragione sostenendo l’Ucraina anche con le armi ma chiedendo contemporaneamente la pace.
Ma quando pretende dalle minoranze un piano di pace dovrebbe contestualmente impersonare il suo ruolo di guida del governo italiano e dirci come vuole fare vincere l’Ucraina militarmente sulla Federazione Russa.
Dovrebbe dire fino a dove ha intenzione di spingere il nostro Paese. Dovrebbe aprire una riflessione sulle armi atomiche e su come intende affrontare le difficoltà economiche che deriveranno dalla prosecuzione del conflitto.
Per la maggior parte dei media, asserviti al potere in maniera imbarazzante, va tutto bene, è tutto a posto. Si cresce, si prospera, si lavora. Nella realtà dei comuni mortali, le difficoltà sono sempre più pressanti e non si può negare che tali difficoltà derivino soprattutto dalla guerra in Ucraina.
Quindi, Presidente, abbiamo il diritto di sapere come, nei suoi giri nel globo terracqueo, ha deciso di fare vincere l’Ucraina esclusivamente sul piano militare.
Questa decisione riguarda tutti noi e, se nelle opposizioni si può giocare a fare i piccoli statisti, lei non può perché governa e perché ha delle responsabilità. Non deve aspettare proposte ma presentare la sua strategia e illustrarla alla Nazione.