DA REDAZIONE
«Una bomba sociale», avverte Ferdinando Tripodi esponente dell’associazione di promozione sociale Diritti e Legalità.
Lo choc era prevedibile, poco è stato fatto per evitarlo e le ripercussioni politiche sul governo che ha sforbiciato il reddito di cittadinanza, comunicandolo alle famiglie in questo modo, sono immediate: sono giorni che molti beneficiari del sussidio ricevono un sms (169 mila in tutta Italia, di cui 21 mila in provincia di Roma, 12 mila nel napoletano) con la notizia che dal 31 luglio non riceveranno più il sussidio, in quanto «cittadini occupabili»
Sono giorni che il telefono della nostra associazione non smette di squillare: genitori preoccupati perché la mancanza del sussidio sarà un problema di sopravvivenza. Famiglie che dal mese di agosto non sapranno più come pagare l’affitto.
Insomma, una bomba sociale che sarebbe potuta essere evitata mettendo in funzione immediatamente un’alternativa e quindi un supporto di aiuto economico per far fronte alla povertà.
“Con stop Rdc rischio aggressione ad assistenti sociali” “La sospensione via sms sta scatenando una guerra sui servizi sociali”.
Lo dice il presidente degli assistenti sociali, Gianmario Gazzi chiedendo di “intervenire immediatamente prima che le minacce di assalto ai servizi sociali diventino realtà, prima che qualcuna o qualcun assistente sociale venga aggredito.
L’invio di un sms da parte dell’Inps nel quale si annuncia la sospensione dal 31 luglio del RDC ai cosiddetti occupabili sta scatenando una guerra”. “Riceviamo messaggi preoccupanti dai territori – dice – perché i nostri uffici, in molte aree non rinforzati, nè preparati, si trovano a gestire migliaia di situazioni di persone, tra i 18 e i 59 anni, a noi sconosciute perché, fin qui, prese in carico da Anpal o Centri per l’Impiego”.
Il mese di agosto sarà drammatico per i Comuni i quali saranno i primi a dover far fronte alle tantissime famiglie che si riverseranno presso i Servizi Sociali.
Noi saremo affianco a coloro che decideranno, non avendo alternative valide, di azionare misure di civile e democratica protesta per far ascoltare il proprio grido di disperazione.
Chiediamo al Sindaco Matilde Celentano del Comune di Latina e all’assessore dei Servizi Sociali Michele Nasso di attivare immediatamente tutti quelli azioni necessarie per far fronte alle enormi difficoltà economiche che vivranno dal prossimo mese moltissime famiglie.
Chiediamo pubblicamente che il Sindaco Matilde Celentano convochi le associazioni di promozione sociale sul territorio, compresa la nostra, per cercare insieme di attivare un piano di emergenza e di risposta ai cittadini disperati.