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DI MARIO PIAZZA

Chi ha a cuore le sorti della Palestina da giorni si sta sgolando per dire che Hamas non rappresenta la popolazione di Gaza.
Che i Palestinesi non siano né integralisti islamici né violenti lo dimostrano i decenni durante i quali hanno subito il progressivo furto delle loro terre e la cancellazione dei propri diritti più elementari senza mai inneggiare alla distruzione del loro aguzzino Israele.
Ad esprimere l’odio per l’oppressore e a tradurlo in violenza sono state quelle che noi stessi abbiamo sempre chiamato organizzazioni terroristiche, dai dirottatori di Settembre Nero alle belve che due settimane fa hanno seminato la morte nei kibbutz.
Oggi che sotto gli occhi di tutti il governo israeliano ha deciso di giocare nello stesso campionato dei terroristi adottandone le stesse regole, non più i piccoli omicidi dei coloni insabbiati o della polizia camuffati da autodifesa ma una strage programmata su larga scala contro una intera popolazione innocente, è scandalosa l’incapacità di prenderne le distanze dei nostri governanti, dei nostri media e di tutta la comunità ebraica. Ciò che noi occidentali stiamo legittimando con le nostre tiepide reazioni alle stragi di civili, ai bombardamenti di ospedali, di chiese, di scuole, di campi profughi e di colonne di deportati destinati a crepare di stenti pressati sul confine egiziano è una strage programmata, una pulizia etnica, un secondo olocausto diverso dal primo soltanto per le dimensioni e per il colore delle uniformi.
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Di nuovo siamo complici dell’infamia di un mostro, e di nuovo la nostra indifferenza ci scoppierà in faccia. Non più soltanto i lontani Hamas, Hezbollah e Iran. La vendetta di Netanyahu ha acceso la miccia anche nei vicini Marocco, Tunisia, Algeria o Libia e quel che è peggio nei milioni di Arabi che faticosamente stavano imparando a vivere in pace accanto a noi in Europa.
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Sono e saranno affari nostri, e se non cambiamo immediatamente direzione ce ne accorgeremo molto presto. Non stiamo parlando delle vignette di Hebdò che hanno portato al Bataclan, parliamo della strage di un popolo innocente che stiamo ignorando, giustificando e addirittura finanziando e se tanto mi da tanto…