NEW YORK TIMES: “PUTIN HA TRASFORMATO IL BOICOTTAGGIO OCCIDENTALE IN UNA MINIERA D’ORO”

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Dalla redazione di KULTURJAM –

Secondo il New York Times, “quando un’azienda intende lasciare la Russia, Putin detta i termini secondo modalità che beneficiano il suo governo, le sue élite e la sua guerra”.

New York Times Le sanzioni occidentali alla Russia mal pensate o Putin molto astuto

New York Times: “Le sanzioni occidentali alla Russia mal pensate o Putin molto astuto”

Il quotidiano statunitense, tra i più ferrei sostenitori – almeno inizialmente, ora la posizione comincia a scricchiolare – dell’intransigenza bellica verso la Russia, è categorico  nel sottolineare come, a due anni dall’inizio della guerra e dell’imponente ‘campagna sanzionatoria’ dell’Occidente contro Putin, siamo riusciti non solo a farci male da soli, ma soprattutto a costringere Mosca a crescere in settori in cui l’occidente aveva o il monopolio o grande vantaggio.

Scrive il NYT: “Quando un’azienda occidentale intende lasciare il Paese, il presidente Vladimir Putin detta i termini secondo modalità che beneficiano il suo governo, le sue élite e la sua guerra”.

Il giornale, bibbia dei Dem, ricorda come all’origine della campagna di boicottaggio delle grandi aziende occidentali ci sia stato un esplicito appello formulato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky il 16 marzo 2022: “Lasciate la Russia. Assicuratevi che i russi non ricevano neanche un centesimo”. E così, sotto la spinta dei rispettivi governi, centinaia di società e aziende di tutti i settori – dall’energia, all’elettronica, all’automotive sino ai beni di consumo e alla ristorazione – hanno risposto all’appello di Zelensky nel corso degli ultimi due anni. Durante i quali “Politici e attivisti –scrive il New York Times – hanno salutato per mesi questa ritirata generale dalla Russia come il prodromo di un soffocamento dell’economia di quel Paese, e dello sforzo bellico del Cremlino in Ucraina”.

Due anni dopo – almeno per i propagandisti più accaniti – la realtà si è rivelata molto differente, e Putin “ha trasformato le uscite delle principali aziende occidentali in un colpo di fortuna per l’elite fedele alla Russia e lo stesso Stato”, costringendo le aziende occidentali in fuga a liquidare le loro attività nel Paese a clienti stabiliti da Mosca, e ricorrendo talvolta a vere e proprie confische. Secondo l’indagine americana, le aziende occidentali che hanno lasciato la Russia per ritorsione, hanno messo assieme nella perdite ben 103 miliardi di dollari dall’inizio della guerra. Il giornalismo distratto “a convenienza” alle nostre latitudini, non si era accorto di nulla, nonostante i segnali emersi in diverse occasioni.

E quindi grazie al leggero riposizionamento del NYT scopriamo che la Russia ha dettato i termini delle liquidazioni, e le ha sottoposte a tassazioni sempre più elevate, “generando almeno 1,25 miliardi di dollari nell’ultimo anno da destinare al forziere di guerra della Russia“. Secondo il quotidiano Usa, “nessuna trattativa privata è al sicuro“, e cita come esempio il produttore di birra olandese Heineken, che la scorsa primavera aveva trovato un acquirente per le sue attività in Russia e aveva fissato un prezzo. Il governo russo ha unilateralmente respinto l’accordo privato, e ha assegnato le partecipazioni russe dell’azienda a un titano del ‘packaging di aerosol’.

In molti casi – continua il New York Times – Putin esamina e dà personalmente il via libera alle vendite. Assieme alle molte aziende produttrici di beni di consumo che hanno deciso di restare nel Paese, per non perdere miliardi di dollari di investimenti effettuati nell’arco di decenni.

“La risposta di Mosca al boicottaggio occidentale ha consentito a Putin di mantenere un senso di normalità nel Paese nonostante un conflitto assai più lungo, mortale e molto più dispendioso di quanto inizialmente preventivato.”

La sempre più imbelle Europa, nel mentre, evidentemente non ha letto le notizie provenienti da oltreoceano, e dunque trionfalmente annuncia il 12° pacchetto di sanzioni. Lo zelo del servo sciocco.

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Articolo della redazione di

20 Dicembre 2023