BARBIE, LA BAMBOLA PIU’ CONTROVERSA E FAMOSA DEL MONDO

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Erano gli anni cinquanta e Ruth Handler, cofondatrice dell’azienda di giocattoli Mattel insieme al marito Elliot Handler e all’amico Harold Matson, era alla ricerca di una nuova idea da lanciare sul mercato. All’epoca la gamma di giocattoli a cui le bambine avevano accesso era piuttosto limitata: o neonati di plastica o bambole infantilizzate. Tuttavia, osservando come la figlia piccola preferisse giocare con bambole di carta dall’aspetto adulto piuttosto che con le altre opzioni, Ruth Handler individuò una lacuna nel settore che avrebbe potuto colmare: avrebbe creato la prima bambola di plastica adulta per bambine.
Quando Ruth Handler presentò la sua idea visionaria ai suoi partner della Mattel, entrambi la rifiutarono sostenendo che i genitori non avrebbero voluto comprare alle loro figlie bambole con proporzioni e caratteristiche fisiche da donna adulta. Inutile dire che entrambi si sbagliavano e che il tempo avrebbe dato ragione a Handler.
Poco dopo, durante un viaggio in Germania, la cofondatrice della Mattel scoprì che qualcuno aveva già iniziato a commercializzare una bambola simile a quella che aveva immaginato. Si trattava di Bild Lilly, una bambola ispirata a una vignetta del quotidiano tedesco occidentale Bid Zeitung che era stata commercializzata prima come scherzo da regalare agli uomini e poi, quando si era scoperto che queste amavano giocare a vestire Lilli, come prodotto per le bambine.
Al ritorno negli Stati Uniti Ruth Handler portò con sé una Lilli da regalare alla figlia e sottopose nuovamente la sua proposta ai partner della Mattel. Questa volta né Elliot Handler né Harold Matson riuscirono a placare la determinazione della futura madre della bambola più famosa del mondo: Barbie.

Di Papy Caldonazzo