DI LUCA BAGATIN
Siamo in piena epoca sovietica, agli inizi degli Anni ’60.
Ci troviamo nell’Europa orientale, alla guida di una Repubblica Socialista Sovietica e a gestirne ogni aspetto logistico ed economico. L’economia è pianificata e noi dobbiamo fare in modo che le necessità dei nostri cittadini siano soddisfatte, che abbiano un’abitazione dignitosa, un’istruzione adeguata, una sanità efficiente, del cibo, un lavoro che li soddisfi e che questo, a sua volta, contribuisca al buon funzionamento dell’economia e della Repubblica stessa.
Questa la filosofia e l’impostazione di fondo del nuovo city builder sviluppato da Peter Adamcik per la software house slovacca 3Division (www.3division.net) dall’emblematico titolo “Workers & Resources: Soviet Republic”.
Gioco molto atteso da tutti gli appassionati – “Workers & Resources: Soviet Republic” – si presenta come un prodotto di alta ingegneria e si vede che il lavoro di sviluppo è stato certosino e accurato. Profondamente curato sotto il profilo storico, stilistico e grafico, il gioco riesce perfettamente a simulare la costruzione di immense città sovietiche – con edifici e veicoli del tutto uguali a quelli dell’epoca sovietica – all’interno della nostra Repubblica virtuale, peraltro estesissima se si pensa che si tratta comunque di un videogame per pc di costruzione.
Il giocatore ha la possibilità di gestire e costruire tutto quanto serve ad una città ed ai suoi abitanti:
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infrastrutture: strade, ferrovie, marciapiedi, nastri trasportatori, cablaggi e condutture, oltre che il sistema elettrico e di illuminazione di abitazioni e delle strade medesime (bellissimo l’alternarsi fra il giorno e la notte, con la possibilità di vedere le città da noi costruite illuminarsi);
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costruzione di complessi abitativi che possano accogliere gli abitanti provenienti o dai Paesi del blocco sovietico, oppure da Paesi del Terzo Mondo (saremo noi a scegliere chi accogliere nelle città); costruzione di asili, scuole, università, istituti di ricerca e formazione, ospedali, caserme dei pompieri;
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costruzione di complessi industriali con stazioni di carico e scarico merci, magazzini, depositi, fabbriche e campi agricoli;
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costruzione di servizi per il tempo libero dei cittadini, quali cinema, campi da gioco, taverne e negozi;
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gestione del sistema dei trasporti pubblici e dei veicoli agricoli, industriali, ferroviari, ambulanze, camion dei pompieri, autobus. Tutti veicoli originali dell’epoca sovietica e di tutti i Paesi del blocco socialista. E’ possibile infatti che il giocatore acquisti veicoli sia provenienti dall’URSS, come da altri Paesi quali la Cecoslovacchia, la Romania, la Polonia, la DDR, l’Ungheria o la Bulgaria e, ciascun veicolo, ha caratteristiche estetiche e tecniche sue proprie;
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edificazione di statue commemorative in memoria di Lenin e di simboli del comunismo – nello stile del Realismo Socialista – per abbellire la città e per motivare i cittadini alla causa comune.
Il giocatore ha altresì la possibilità di inviare i lavoratori nei campi al fine di coltivarli, oppure nelle fabbriche per produrre beni manifatturieri (abiti, articoli elettronici…), oppure del cibo (carne, bevande…), oppure ancora inviarli nelle miniere al fine di ottenere carbone, ferro e altre risorse.
Altro aspetto da tener presente è quello strettamente economico, con la possibilità e spesso necessità di vendere e acquistare risorse e merci dai Paesi del blocco socialista o da quello occidentale, al fine di ottenere danaro (dollari o rubli) necessario a sua volta ad acquistare prodotti o risorse di cui la Repubblica necessita, oppure utili alla costruzione di nuove infrastrutture e/o edifici.
“Workers & Resources: Soviet Republic” presenta diversi livelli di gioco, dal più facile al più difficile, compresa la modalità “sandbox”, ovvero la possibilità di avere danari e risorse illimitate, avendo così la possibilità di costruire ciò che si vuole senza alcun limite.
Avendolo personalmente testato posso dire che il gioco è tutt’altro che semplice. Occorre pianificare accuratamente ogni scelta di costruzione e ogni nostra scelta deve avere una sua logica, altrimenti rischiamo di sperperare risorse inutilmente e di costruire una città del tutto inefficiente e, così facendo, i nostri abitanti ben presto vorranno abbandonarla.
Questo è l’aspetto davvero realistico del gioco. Occorre porsi quindi degli obiettivi minimi di volta in volta. Prima provvedere all’agricoltura e all’allevamento, dalla quale deriva il cibo primario e, successivamente, provvedere alla costruzione del comparto industriale, facendo sempre attenzione all’urbanistica, in modo da permettere ai lavoratori – i quali possono spostarsi unicamente con autobus o treni pubblici – di raggiungere il proprio posto di lavoro.
Le fabbriche sono molteplici e tutte realmente esistenti in epoca sovietica. Il gioco inizia, come dicevamo all’inizio, negli Anni ’60 e prosegue sino agli Anni ’90 e oltre.
Altro aspetto da tenere sotto controllo è quello economico, in quanto i prezzi delle risorse sul mercato globale cambiano nel tempo e il prezzo di ogni cosa è collegato al costo del lavoro e delle risorse e, man mano che ciò si modifica anche le esigenze dei cittadini si modificano e ci sarà sempre maggiore necessità di risorse al fine di soddisfare le loro esigenze.
“Workers & Resources: Soviet Republic” è dunque un city builder storico-politico originale e realistico, con anche un comparto musicale di tutto rispetto e che richiama, anch’esso, lo stile sovietico ed il Realismo Socialista.
Infine, altro aspetto sicuramente importante, è il fatto che – a differenza di molti giochi del genere, realizzati anche da software house più conosciute – è interamente tradotto in italiano.
Per poterlo giocare è necessario però un pc abbastanza “corazzato” e potente. Consiglierei un pc fisso, per quanto sia giocabile anche su notebook adatti al gaming, ma a basse impostazioni di gioco. E’ richiesto un sistema operativo da Windows 7 in su, un processore 2,5 GHz Dual Core, 8 gb ram di memoria e uno spazio su disco di 5 gb.
Chiunque volesse acquistarlo può farlo direttamente sul portale di Steam al seguente link: https://store.steampowered.com/app/784150/Workers__Resources_Soviet_Republic/
Ho avuto la possibilità di porre alcune domande allo sviluppatore del gioco, Peter Adamcik, in modo da saperne qualcosa in più.
Luca Bagatin: Come è nata l’idea di realizzare un city builder d’epoca sovietica ?
Peter Adamcik: Nella mia infanzia ho giocato a una grande quantità di vecchi videogiochi gestionali e di costruzione, come Transport Tycoon o SimCity. Ho sempre sognato di costruire anche la città e le fabbriche in Transport Tycoon e ho anche sognato di costruire case prefabbricate in SimCity, in modo che la città assomigliasse alla città in cui vivo. Più tardi ho scoperto che c’era molto interesse da parte dei giocatori nell’ambito dell’architettura sovietica o socialista e l’esistenza di molte mod per i giochi attuali. Quindi ho avuto l’idea di realizzare un gioco sul socialismo, dove tutto fosse pianificato, tutto fosse controllato dai giocatori, in modo da controllare tutto: settore manifatturiero, produzione, cittadini, trasporti, ecc., Ottimo per le meccaniche di gioco e anche per il tema interessante !
Luca Bagatin: Quanto tempo ci avete messo a realizzarlo ?
Peter Adamcik: Circa due anni, fino ad ora. Ma il motore è ancora costruito su misura ed è stato preso da progetti precedenti, ma solo da due anni.
Luca Bagatin: Sono previsti dei nuovi contenuti scaricabili, oppure il gioco è completo così ?
Peter Adamcik: Il gioco è lontano dall’essere terminato, nel senso che ha ancora moltissime potenzialità e abbiamo previsto altri due anni di sviluppo. La versione che pubblichiamo ora è solo Early Access, ovvero è un “accesso anticipato”. Sono sicuro che ci saranno contenuti scaricabili, molto probabilmente, ma è difficile da dire, dipende da molti fattori.
Luca Bagatin