DI ALFREDO FACCHINI
La “ducetta” non si smentisce mai.
Non più tardi di ieri, Macron e Sanchez, non Lenin e Mao, hanno chiesto di stoppare la vendita di armi a Israele, anche alla luce delle cannonate su Unifil e lei che fa?
Dice no: avanti tutta.
È vero che lei sta sempre con i più forti e i più ricchi, ma non spiega interamente il suo no.
Oltre a prendere ordini dagli USA, la più venduta dei venduti, ha stipulato, nel marzo 2023, un patto con il diavolo: incontrando Netanyahu, Roma e Tel Aviv hanno infatti stretto una partnership sul campo militare e sulla cybersecurity.
In questo do ut des – secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Dogane – tra dicembre 2023 e gennaio 2024, l’export di armi verso Israele è addirittura raddoppiato.
Mentre le industrie tecnologiche israeliane hanno fatto man bassa in un mercato come quello italiano della sicurezza informatica che vale oltre due miliardi di euro e cresce al ritmo del 15 per cento.
Ricordiamolo: Israele è leader nel mondo in ricerca e sviluppo sull’intelligenza artificiale, la cibernetica, la cybersicurezza e il quinto per densità di aziende hi-tech con oltre 7mila startup.
Ma il traino di questo movimento ovviamente è militare. Le forze di difesa israeliane (IDF) sono da sempre in prima linea nella cybersecurity e molte società di sicurezza informatica sono state fondate da ex membri dell’IDF.
Israele ha diverse università di livello mondiale, come l’Università di Tel Aviv e il Technion, che vantano programmi di sicurezza informatica sofisticatissimi.
Tant’è che nel 2015 il governo ha istituito un’autorità nazionale per la sicurezza informatica per coordinare tutto questo ambaradan.
Insomma la Meloni si è impelagata con questi criminali psicopatici fino al collo.
Che poi vengano quotidianamente violate tutte le leggi umanitarie e internazionali, commessi crimini di guerra inenarrabili a questa venduta non gliene frega un fico secco.
Con lei il sionismo è tra noi più di quanto si possa pensare.
Attenzione, a peggiorare il quadro c’è la decisione sconcertante della Commissione di Bruxelles, che ha dato via libera alla possibilità del trasferimento dei dati da e verso Israele.
Avete capito bene. I dati dei cittadini europei possono essere liberamente profilati, controllati e spiati da Tel Aviv.
Basta unire i puntini …
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Alfredo Facchini