DI GIANCARLO SELMI
Nella mia infanzia, ma penso che il ragionamento valga per quasi tutti, ho avuto molta paura del diavolo.
E, d’altra parte, il diavolo era un deterrente per i miei capricci. Mi veniva rappresentato in mille forme diverse, tutte minacciose.
Crescendo mi sono reso conto che, mentre l’esistenza del diavolo era tutt’altro che certa, c’era l’assoluta certezza dell’esistenza del male.
Vedendo le immagini di bimbi bruciati vivi in un campo profughi o in un ospedale, sono costretto a modificare le mie precedenti convinzioni e dichiarare con assoluta certezza che sì, il diavolo esiste. Tanto quanto esiste evidentemente il male. Ma che il male sia alle dipendenze dirette del diavolo.
E oggi 15 di ottobre 2024, del diavolo conosco l’aspetto: non è quello dell’immagine sotto. Ha le sembianze di un brutto e grigio ometto, perfetto per il posto di direttore dell’ufficio imposte.
E ha il nomignolo di un cane.
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Giancarlo Selmi