DI ALFREDO FACCHINI
L’espressione “stato di polizia” si usa quando le forze dell’ordine hanno un potere smisurato e le libertà individuali sono fortemente limitate. Per instaurarlo non è necessario un golpe cruento; oggi basta avere la maggioranza in Parlamento per introdurre, tramite legge, gli elementi di un nuovo fascismo.
Ecco, nel testo del DDL Sicurezza messo a punto tra i peggiori ministri della Giustizia e dell’Interno che si ricordi, (Scelba e Cossiga sono imbattibili) sono presenti infatti tredici nuove fattispecie di reato e aggravanti di stampo inequivocabilmente fascistoide.
I servizi segreti
Ce ne siamo già occupati in passato, ma ora ci concentreremo su una norma poco discussa, eppure dai risvolti più inquietanti. Si tratta dell’art.31 del disegno di legge, attraverso cui vengono ampliati i poteri dei membri dell’intelligence.
In soldoni autorizzerebbe gli 007 di DIS, AISE e AISI non solo a infiltrarsi in organizzazioni criminali e terroristiche, ma addirittura a dirigerle. Di fatto ammettendo condotte di reato quali associazione sovversiva, terrorismo interno e banda armata. Consentendo la «tutela processuale» per gli 007 «attraverso l’utilizzo di identità di copertura negli atti dei procedimenti penali e nelle deposizioni».
Un agente, sotto identità fittizia potrebbe sempre dichiarare di aver agito per “impedire un attentato più grave”. Il ruolo dell’agente resterebbe sempre segreto: i magistrati non potrebbero accedere al suo dossier, e in tribunale testimonierebbe come “informatore anonimo”. Le prove delle sue azioni illecite verrebbero coperte dal segreto di Stato per motivi di sicurezza nazionale.
Pericoli: Depistaggi, collusioni, ingerenze oscure su politica e magistratura
Perché mai il Parlamento o la magistratura dovrebbero impicciarsi di quello che fanno i servizi segreti? Perché dovremmo preoccuparci? Dovremmo preoccuparci perché la storia insegna. Abbiamo già visto cosa succede quando i servizi segreti operano fuori controllo: depistaggi, collusioni, ingerenze oscure sulla politica e sulla magistratura.
La strategia della tensione ha insanguinato l’Italia con stragi impunite e verità insabbiate. Gladio ha dimostrato che esistevano apparati paralleli che non rispondevano ai cittadini ma a interessi esterni.
La P2 ha rivelato il lato più allarmante del potere occulto, con i servizi segreti trasformati in strumenti per “raddrizzare” la democrazia.
Oggi ci dicono che dobbiamo fidarci. Che questa volta sarà diverso. Il passato è passato. Ma quando lo Stato si blinda e chiede fiducia senza offrirne in cambio, il rischio non è la sicurezza, ma l’arbitrio, l’abuso: lo Stato di polizia.
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Alfredo Facchini