BANNON IN GALERA. 25 MILIONI DI DOLLARI PER LA COSTRUZIONE DEL MURO USA-MESSICO

DI ALBERTO EVANGELISTI

Steve Bannon, noto per essere stato lo stratega della campagna elettorale di Donald Trump alle scorse presidenziali e, in seguito, uno dei leader del sovranismo mondiale, è stato arrestato oggi per ordine del procuratore del distretto Sud di New York. L’accusa a lui e ad altri tre coimputati, Brian Kolfage, Andrew Badolato e Timothy Shea, è quella di frode: avrebbero infatti intascato ed usato per motivi personali i fondi raccolti nella campagna We build the wall, lanciata per la costruzione del muro fra USA e Messico.
Secondo l’accusa, Kolfage avrebbe preso per uso personale e di nascosto più di 350 mila dollari, mentre Bannon, avrebbe ricevuto un milione di dollari da “We build the Wall”, attraverso una sua organizzazione non profit e una società ombra, somme usate per pagare Kolfage e per proprie spese personali ammontanti a centinaia di migliaia di dollari. A copertura del tutto, sarebbero state utilizzate false fatturazioni per assicurarsi.
Questi i fatti di cronaca odierni. Ma, chi è Steve Bannon?
Bannon, classe 1953, giornalista, politologo e produttore cinematografico, diventa famoso al grande pubblico quando coordina la campagna elettorale che ha portato The Donald alla Casa Bianca. Di estrazione cattolica, teorico dell’ultradestra nazionalista e populista lascia presto la coste del neo eletto POTUS per dedicarsi alla creazione di un network politico internazionale che raggruppi le forze presenti nei differenti paesi, soprattutto europei, che si rispecchino negli stessi ideali.
In Italia Bannon ha trovato nei partiti della destra più vicina al mondo populista, Lega ma soprattutto Fratelli d’Italia, forti spunti d’interesse. Giorgia Meloni lo invita come ospite d’eccellenza all’edizione 2018 di Atreju, momento di aggregazione dei giovani di quel mondo che ormai da anni rappresenta ben di più di una mera convention giovanile. In quell’occasione, Bannon illustra il proprio progetto: “noi possiamo mettere a disposizione del vostro movimento una rete internazionale, strumenti informatici di analisi e lo metteremo a vostra disposizione gratuitamente”.
L’interesse di Bannon per l’italia, però, non si limita a questo: come emerso anche da una inchiesta della sempre ottima trasmissione Report, Bannon, tramite il suo uomo di fiducia, Benjamin Harnwell, sarebbe anche il deus ex machina del tentativo di creare una scuola politica per sovranisti, collocata all’interno del monastero di Trisulti, vicino a Frosinone, operazione poi saltata (per ora) a seguito del clamore mediatico che la cosa ha suscitato, anche per l’intervento della trasmissione.
Sempre Report, in una puntata intitolata “Dio, Patria famiglia Spa” ha evidenziato la presenza di Bannon al centro di una rete internazionale che, partendo dalle comunità ultracattoliche statunitensi, pone al centro del mirino l’attuale pontifica to di Papa Francesco, reo di portare avanti un messaggio eccessivamente progressista, lontano dai dettami del cattolicesimo più radicale.
Coerentemente con questo messaggio, a quanto riporta il Guardian, Bannon avrebbe detto a Salvini, all’epoca Ministro degli Interni, che il Papa sarebbe una specie di nemico e suggerì di attaccarlo frontalmente”. Il tutto sarebbe avvenuto in durante un incontro, dopo il quale, “Salvini divenne più esplicito contro il Papa” sulla questione immigrazione.
La notizia odierna dell’arresto crea quindi non pochi imbarazzi anche in parte della politica nazionale che, dello stratega americano, aveva fatto una sorta di oracolo da cui aspettarsi un miracolo in linea con quello trumpiano. Del resto, le dichiarazioni della stessa Meloni sul partner americano sono sempre state lusinghiere: in una intervista del 2018, la leader di FdI dichiarava: “Steve Bannon è un amico, entreremo in The Movement”, ovvero il movimento internazionale da lui creato.
Al momento, si attendono dichiarazioni ufficiali dei due leader di Lega e Fratelli d’Italia in merito alla vicenda giudiziaria di Bannon ma, a quanto emerge da prime indiscrezioni provenienti dagli entourage, la linea sembra essere quella di una presa di distanza dallo stratega americano. Certo se così fosse, molti video presenti in rete, rischierebbero di essere fonte di imbarazzo.